MOMPANTERO – Quest’anno non si svolgerà l’annuale pellegrinaggio degli Alpini in vetta al Rocciamelone. Niente zaino in spalla. Nessuna partenza verso la vetta degli alpini provenienti dai rifugi Ca’ d’Asti, Stellina e Ernesto Tazzetti. Nessuno sarà al ricovero nel santuario e nel bivacco, in attesa della Santa Messa. L’emergenza Coronavirus ferma gli alpini dal loro affezionato pellegrinaggio.
LE PENNE NERE DELLA VALSUSA
Per la Sezione Valsusa non è stato semplice annullare la celebrazione. Fermare la salita al Rocciamelone vuol dire fermare il ricordo di tante salite. Vuol dire fermare il ricordo degli Alpini che in pace e in guerra salirono ai 3538 metri. Il ricordo di don Rinaldo Tratto, dieci anni dalla morte, è anche il Rocciamelone. La responsabilità e la salute di tutti sono stati argomenti troppo importanti per essere accantonati.
DA FERRETTI AD OGGI
Come di consueto al termine della messa veniva allestito da Fulgido Tabone, con la nipote Paola, un piccolo rinfresco con pasticcini, bicchiere di vino o tazza di the bollente, apprezzatissimo in questa fredda giornata estiva. La tradizione è stata ancora una volta rispettata nel ricordo del Generale Ferretti che nei lontani anni ’20, quale Presidente dell’ANA Valsusa, decise che l’ultima domenica di luglio sarebbe stata la data del pellegrinaggio annuale degli alpini della Valsusa alla Madonna del Rocciamelone. Lui che da tenente anziano ebbe il compito nel giugno 1899 di dirigere la complessa operazione per il trasporto in vetta degli otto pezzi in cui la statua era stata scomposta. Un arrivederci al prossimo anno con rinnovato entusiasmo.
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