Alpignano abbraccia l’inclusività: approvata all’unanimità la mozione per introdurre il modello DAMA

ALPIGNANO – Il Consiglio Comunale di Alpignano ha compiuto un gesto politico di forte impatto sociale, approvando all’unanimità la mozione per l’adozione e la promozione del modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance) sul territorio regionale. Questa iniziativa, nata su impulso della Consulta delle Disabilità di Alpignano, segna un cambio di paradigma necessario nella gestione sanitaria delle persone con disabilità gravi e deficit comunicativi. Durante la seduta del 21 ottobre 2025, il segretario della Consulta, Danilo Di Ciancia, ha illustrato la drammatica necessità di questo sistema con un esempio toccante: ha invitato i presenti a immaginare l’incubo di un dolore acuto unito all’incapacità di comunicarlo, il tutto amplificato da un ambiente ospedaliero ostile, con luci taglienti e rumori assordanti, dove l’unica persona di fiducia, il caregiver, viene allontanata per ragioni burocratiche. Questo scenario non è un’ipotesi, ma la cruda realtà per migliaia di famiglie che convivono con l’autismo severo o altre disabilità intellettive gravi. Il modello DAMA, nato all’Ospedale San Paolo di Milano nel 2000, si propone di scardinare l’ospedale “standard” basandosi su quattro pilastri fondamentali, volti a far sì che sia la cura ad adattarsi al paziente, e non viceversa, garantendo così un diritto alla salute troppo spesso negato da un sistema rigido e standardizzato.

Ad Alpignano il modello DAMA

L’approvazione unanime della mozione dimostra una rara e significativa convergenza politica sul tema della giustizia sociale in ambito sanitario. Il modello DAMA elimina la burocrazia disorientante, istituendo un punto unico di contatto telefonico con personale formato per organizzare accessi fluidi e personalizzati, azzerando il “faccia la coda al CUP”. Il percorso di cura è reso “su misura”: tutti gli esami necessari (prelievi, ecografie, visite) avvengono, se possibile, nello stesso giorno, nella stessa stanza e con la stessa équipe, riducendo drasticamente il trauma per il paziente. Un altro elemento cruciale è la gestione umana dell’ansia, che prevede l’uso di sedazioni leggere in ambienti protetti quando indispensabile, per eseguire tutte le procedure in un’unica volta. Infine, il valore del Caregiver viene riconosciuto appieno: l’accompagnatore non è visto come un intralcio, ma come una risorsa fondamentale che rimane accanto al proprio caro, garantendone la tranquillità. L’atto politico di Alpignano, che prevede di sollecitare l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte affinché implementi il DAMA in uno o più ospedali, è stato accolto con soddisfazione dalla Consulta delle Disabilità, ed è un segnale forte che dal basso spinge i decisori regionali a tradurre un’esigenza sentita in un atto sanitario concreto e inclusivo.

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