BUSSOLENO – La solenne cerimonia alla borgata Argiassera di Bussoleno con l’allocuzione del sindaco Antonella Zoggia: “Oggi, mentre ricordiamo i fatti di Cefalonia e Corfù, non possiamo fare a meno di guardare alle tragedie che stanno segnando il nostro presente. Il mondo, purtroppo, non è cambiato tanto come vorremmo. Siamo ancora testimoni di conflitti in cui la sofferenza dei civili è la parte più cruenta della guerra, e la solidarietà tra popoli sembra una speranza lontana, che deve essere continuamente difesa. La memoria ha senso solo se si accompagna alla volontà di comprendere, di imparare. Le guerre moderne, purtroppo, non sono dissimili da quelle del passato. Non possiamo ignorare la realtà che ogni conflitto porta con sé, una distruzione che non riguarda solo le forze armate, ma soprattutto le persone comuni, innocenti. Per noi ricordare è un dovere, sono un dovere gli onori, sono un dovere le parole che ogni anno citiamo in questa ricorrenza. Oggi ci dividiamo sulle parole genocidio, sterminio, eccidio, per descrivere quello che accade in molte, troppe parti del mondo ma non dobbiamo dimenticare ciò che ci unisce: la necessità di fermare queste tragedie. In conclusione, ricordando le storie di Cefalonia e Corfù rendiamo omaggio a chi ha sofferto e a chi ha dato la propria vita per la libertà. La figura di Michele Giai, simbolo di chi ha resistito e ha cercato di mantenere la propria dignità anche nei momenti più difficili, ci offre una lezione fondamentale: anche nelle circostanze più oscure, l’umanità può prevalere. Il suo sacrificio, e quello di tanti altri, non deve essere dimenticato, ma deve spingerci a lottare per un futuro di pace, dove le guerre siano solo un ricordo lontano. Gli avvenimenti di questi giorni, anche se, purtroppo limitati ad uno dei tanti conflitti mondiali, ci fanno ben sperare”.
In ricordo di Michele Giai
All’Argiassera c’è stato il cerimoniale dell’alzabandiera e l’Inno d’Italia, cui ha fatto seguito l’onore ai caduti, la deposizione floreale e “La leggenda del Piave”, sulle note intonate dal Coro Alpi Cozie Val Susa diretto dal maestro Mariano Martina e il Silenzio d’ordinanza eseguito in duo dai trombettieri Walter Rumiano e Danilo Bellando maestro della fanfara Ana Valsusa, al monumento intitolato ai martiri di Cefalonia e Corfù. A rendere omaggio al cippo, riposizionato all’ombra del castagno nella piazza con la rosa dei venti, la figlia con il cugino di Michele Giai, reduce di Cefalonia e promotore dell’erezione del monumento in ricordo del sacrificio della Divisione Acqui all’ingresso della borgata. Poi Il momento di preghiera con il fratello laico Enrico Amprimo di Bussoleno. Toccante il discorso di Maria Teresa Naretto per conto del consorte Mario Palmiro Gelera consigliere della Fondazione Europea Cefalonia e Corfù. Particolarmente apprezzato e lungo applaudito il Coro Alpi Cozie Valsusa, esibitosi in Canti della tradizione Alpina. Si è concluso l’evento in un clima conviviale per suggellare l’encomiabile iniziativa partecipata con intensa e profonda commozione.
































