COAZZE – Il 28 febbraio l’Alpe Colombino si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto per celebrare l’epopea della Val Sangone, vera e propria “culla dello sci italiano”. Alla presenza dell’assessore Pierluigi Dovis, in rappresentanza del Comune di Coazze, è stata inaugurata la mostra “Pra Fieul”, un tributo necessario alle radici storiche di questa disciplina. Proprio su questi pendii, nel lontano 1898, l’imprenditore svizzero Adolfo Kind diede inizio a un’avventura sportiva che avrebbe cambiato per sempre il rapporto tra l’uomo e la montagna in Italia. L’evento, inserito nel percorso verso il 130° anniversario della nascita dello sci, non ha solo celebrato il passato remoto, ma ha reso omaggio anche alla storia recente con lo svelamento di una targa dedicata a Oscar Allais. Fondatore delle storiche sciovie, Allais è stato il motore del rilancio turistico locale, un visionario capace di trasformare la passione per la neve in un’opportunità di sviluppo per l’intero territorio, consolidando un patrimonio identitario che ancora oggi pulsa nel cuore dei residenti e degli appassionati che frequentano le vette locali per sport e svago.
Dall’inaugurazione della mostra su Adolfo Kind alla cronoscalata in memoria di Tommaso Dovis, la Val Sangone celebra le sue radici alpine
La giornata ha saputo coniugare perfettamente il rigore della memoria storica con l’energia dello sport attivo, culminando in un momento di grande partecipazione emotiva e agonistica. Al calare del sole, le luci dei frontalini hanno illuminato la “Cronoscalata notturna al Monte Aquila”, una competizione carica di significato dedicata alla memoria di Tommaso Dovis. L’evento, organizzato con successo dal CAI Coazze, ha visto una straordinaria sinergia tra le realtà del territorio, coinvolgendo attivamente il Soccorso Alpino Val Sangone, le Squadre AIB e la Protezione Civile, oltre al Gruppo Alpini di Coazze. Il patrocinio della Città di Giaveno ha suggellato un’iniziativa che va oltre la semplice sfida atletica, rappresentando un momento di coesione comunitaria sotto il segno della solidarietà e del rispetto per l’ambiente montano. Tra agonismo e commozione, la manifestazione ha dimostrato come l’Alpe Colombino sappia ancora essere un punto di riferimento per l’escursionismo e lo scialpinismo, mantenendo viva una tradizione che unisce indissolubilmente il sacrificio della salita alla bellezza mozzafiato dei panorami alpini della Val Sangone.
































