Alla scuola Maria Ausiliatrice di Giaveno un’attività in Peer Education

scuola mag giaveno

GIAVENO – Alla scuola Maria Ausiliatrice di Giaveno un’attività in Peer Education.

PEER EDUCATION AL MAG DI GIAVENO

Alla scuola Maria Ausiliatrice di Giaveno si è svolta una lezione a classi aperte, cioè quarte e quinta insieme, per un’attività in Peer Education. Spiegano dal MAG. “Il metodo della Peer Education implica, un po’ come per le Flipped Classroom, un netto cambio di prospettiva nel processo di apprendimento, che vede gli studenti, e non i docenti, al centro del sistema educativo. Il gruppo dei pari costituisce una sorta di laboratorio sociale in cui sviluppare consapevolezze, testare nuove attività, progettare e condividere insieme, dando la possibilità agli studenti di migliorare la propria autostima e le capacità sociali, relazionali e comunicative”. Secondo quanto riportato dai dati di una ricerca condotta nell’ambito dell’integrazione scolastica e dell’apprendimento tra pari, gli alunni che ricevono spiegazioni da altri alunni apprendono maggiormente rispetto a coloro che lavorano da soli. E, ancor più importante, coloro i quali si preoccupano di fornire le spiegazioni agli altri pari assimilano ancor di più ed in maniera più efficace rispetto a chi riceve la spiegazione e agli altri compagni che lavorano in maniera più individualista.

UN PROGETTO EDUCATIVO

Il dover ripercorrere e spiegare ad un’altra persona un concetto permette allo “studente tutor” di rinforzare le conoscenze migliorando le proprie strategie di apprendimento. Concludono sull’iniziativa educativa gli insegnati del Maria Ausiliatrice di Giaveno. “L’insegnamento reciproco consente agli studenti di accrescere e perfezionare le proprie conoscenze, i metodi di studio e la capacità di problem solving. Occorre evidenziare che entrambi i partecipanti trarranno vantaggio da tale strategia didattica in quanto, lo “studente tutor” sarà valorizzato e responsabilizzato da questo ruolo e svilupperà, conseguentemente, un comportamento sempre più propositivo nei confronti della scuola e del percorso didattico; l’altro studente trarrà vantaggio dal lavorare in un ambiente protetto con una persona considerata più vicina a lui”.

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