Alla conferenza di Avigliana è stato il cinghiale il protagonista Una serata informativa per conoscere l’animale

di LODOVICO MARCHISIO

AVIGLIANA – Venerdì 18 maggio alle ore 21 presso la Sala Consiliare del Comune di Avigliana si è tenuta la conferenza «Conoscenza e gestione del cinghiale». La serata informativa, organizzata dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Avigliana in collaborazione con la LAV, con l’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie e con il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, ha visto la partecipazione degli esperti in materia: Luca Giunti, Enrico Moriconi e Roberto Piana. Conosciamo meglio i tre relatori: Luca Giunti: guardaparco dal 1987 al Parco Naturale Orsiera Rocciavré e Riserve di Chianocco e Foresto, oggi Parco delle Alpi Cozie, Roberto Piana: Attuale vicepresidente Nazionale della LAC (Lega per l’abolizione della caccia) e Enrico Moriconi: medico veterinario e presidente dell’Asvep (Associazione culturale veterinaria di salute pubblica).

Trovare sistemi alternativi e meno cruenti

L’evento di oggi ha rappresentato con questi tre validissimi relatori e non solo, un’occasione di sensibilizzare e dare una corretta informazione ai cittadini su una serie d’iniziative organizzate negli ultimi anni in sinergia tra la LAV, il Parco naturale dei Laghi di Avigliana e il Comune di Avigliana, impegnato da sempre nella gestione responsabile della fauna selvatica. Ha preso la parola Gualtiero Crovesio, responsabile della LAV di Torino, che ha ringraziato la Città di Avigliana, per essere una delle poche amministrazioni ad accettare l’idea di trovare sistemi alternativi e meno cruenti e soprattutto non antropocentrici di convivenza con il regno animale e il loro diritto di esistere nel territorio a loro destinato.

Esaustivo è stato l’intervento di Roberto Piana che alla fine ha convinto tutto l’attento pubblico non solo sull’inutilità della caccia, ma sui danni che essa porta al nostro delicato ecosistema. Anche nel suo caso è impossibile riportare in poche righe tutti gli argomenti trattati con l’aiuto degli “slide” proiettati. Significative tra tutte sono state comunque alcune cose da ricordare come il fatto che in Piemonte è vietato il ripopolamento del cinghiale in allevamenti, che non è pericoloso per l’uomo perché il cinghiale attacca solo se non può avere via di scampo nella fuga o in caso di femmine che difendono la loro prole, che gli incidenti stradali che provoca specialmente al crepuscolo quando il cinghiale esce dalla tana e la visibilità è più scarsa è perché da noi vi sono pochi dissuasori che aiuterebbero ad avvertirne la presenza mentre in Canada per esempio vi sono vere e proprie telecamere nei punti più frequenti dove possono transitare gli animali. In più per rispondere a un’agricoltrice presente in sala sui danni che il cinghiale crea alle coltivazioni, Roberto ha fatto notare che il danno maggiore intanto lo creano i cacciatori che invadono i fondi privati perché la legge glielo consente e che le mute dei loro cani, che inseguono i cinghiali li costringe a cambiare l’habitat ove risiedevano.

Ha chiuso gli interventi Enrico Moriconi che da ottimo veterinario ha fatto da collante ai vari argomenti sinora trattati, facendoci vedere inoltre alcune immagini di animali caduti e recuperati per esempio nella diga di Alpignano, o la vicinanza con l’essere umano nei pressi di Genova e a tale proposito ha fatto notare come sia sbagliatissimo dare loro del cibo, perché li si abitua a non temere la vicinanza dell’uomo e sopratutto a perdere l’abitudine di procacciarsi il cibo nell’habitat in cui essi abitualmente vivono.

In conclusione questa serata ha rappresentato un momento importante perché sono state messe in discussione le norme esistenti ed è servita anche per informare e sensibilizzare le istituzioni locali e i singoli cittadini per una pacifica convivenza con gli altri animali, ricordando che il mantenimento di un corretto rapporto tra noi umani e le altre specie rappresenta un campo nel quale si giocano gli equilibri necessari a preservare l’ambiente in cui tutti noi viviamo.