TORINO – Il comparto frutticolo del Piemonte si è presentato a Macfrut. Fruit & Veg Professional Show, una fra le più importanti fiere europee del settore in Europa tenutasi in programma al Rimini Expo Centre dal 21 al 23 aprile.
Lo spazio della Regione Piemonte ha proposto un ricco programma di presentazioni e degustazioni per far conoscere agli operatori presenti i gioielli della frutticoltura piemontese e i loro abbinamenti con le altre eccellenze dell’agroalimentare all’insegna del brand Piemonte Is – Eccellenza Piemonte.
A Macfrut la Regione Piemonte ha lanciato anche la campagna video social Piemonte-Is Frutta: due brevi e divertenti video animati in stile cartoon destinati uno ai più piccoli e l’altro agli adolescenti per raccontare con il loro linguaggio quanto la frutta piemontese sia buona e faccia bene.
I produttori piemontesi si sono presentati sotto il cappello di Aop Piemonte, l’associazione che dal 2010 riunisce 8 organizzazioni di produttori, 30 cooperative, 3 filiali, 40 magazzini di confezionamento e stoccaggio e 2.114 produttori che coltivano oltre 18mila ettari di superficie agricola per un fatturato di oltre 264 milioni di euro. I fiore all’occhiello ai quali è stato dedicato un focus speciale a Macfrut sono la Mela Rossa Cuneo Igp, la Castagna Cuneo Igp e la Nocciola Piemonte Igp.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha visitato lo stand del Piemonte e gustato le specialità della frutticoltura in abbinamento con le altre eccellenze agroalimentari accompagnato dall’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni, presente all’intera manifestazione: «Il Piemonte è un grande protagonista della frutticoltura italiana e fra i principali poli frutticoli italiani. Su 40.483 aziende agricole piemontesi, ben 13.965 sono aziende frutticole con 52.914 ettari di superficie dedicata, pari a circa il 20% della superficie agricola coltivata regionale. L’edizione 2026 di Macfrut è stata l’appuntamento in cui si misura la resilienza della nostra produzione, che ha sempre puntato sulla qualità, rispetto ai cambiamenti dei mercati e alla sfida dell’aumento delle materie prime e dei costi di produzione causati dagli incerti della situazione internazionale. In questo scenario il sistema frutticolo piemontese sta dimostrando una capacità di tenuta superiore rispetto a molte altre realtà nazionali ed europee, grazie alla forte organizzazione delle filiere, alla qualità delle produzioni e alla presenza di strutture di ricerca e innovazione molto radicate nel territorio su cui stiamo decisamente puntando le nostre politiche».
































