MOMPANTERO – La Valle di Susa perde oggi uno dei suoi testimoni più preziosi con la scomparsa di Giorgio Vigna, 98 anni, l’ultimo partigiano ancora in vita della leggendaria Brigata Stellina. Residente da sempre nella frazione Marzano di Mompantero, Vigna rappresentava il legame diretto con le lotte per la libertà che segnarono le montagne locali durante il secondo conflitto mondiale. Solo pochi mesi fa, nel maggio scorso, aveva festeggiato il suo novantottesimo compleanno in modo speciale: circondato dagli alunni della scuola primaria di Venaus presso il Museo della Resistenza di Piazza Bolaffi. In quell’occasione, con una lucidità e un carisma straordinari, aveva affascinato i più piccoli raccontando i due anni trascorsi in quota al fianco del Comandante Laghi (Giulio Bolaffi), trasmettendo quei valori di giustizia e libertà che lo avevano guidato fin da giovane. La sua morte segna la chiusura di un capitolo storico fondamentale per la comunità di Mompantero e per l’intera storia della Resistenza italiana.
Lutto a Mompantero: scompare l’ultima memoria vivente della Brigata Stellina
Oltre al suo impegno civile, Giorgio Vigna era un uomo dalle passioni profonde, che negli ultimi anni della sua lunga vita aveva trovato nella pittura un nuovo modo per esprimersi e ricordare. Tra le sue opere più significative resta il ritratto del suo comandante, raffigurato con l’iconico cappello alpino, che Vigna aveva voluto donare personalmente al figlio di quest’ultimo, Alberto Bolaffi, in segno di eterna stima e fratellanza partigiana. La sua eredità morale viene raccolta oggi con commozione dalla famiglia, tra cui la nipote Maria Laura Pesando, vicesindaco di Mompantero, e dai tanti cittadini che vedevano in lui un punto di riferimento etico. Con la sua dipartita, la Valle di Susa non perde solo un combattente, ma un artista e un educatore che ha saputo trasformare il dolore della guerra in un messaggio di speranza e memoria attiva. I funerali rappresenteranno l’ultimo saluto a un uomo che, fino all’ultimo respiro, ha onorato il fazzoletto partigiano e la sua terra.
































