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Ad Alpignano appuntamento con la Fiera Autunnale di San Martino Domenica 10 novembre in paese

cavolo

ALPIGNANO – Ad Alpignano si volgerà la tradizione Fiera Autunnale di San Martino domenica 10 novembre. Appuntamento dalle ore 8 alle 18 in piazza Caduti, piazza Parrocchia e nelle vie circostanti con ambulanti, artigiani, coltivatori diretti e associazioni. La manifestazione. Come da tradizione, la fiera si svolgerà dalle 8 alle 18. Cuore della manifestazione sarà piazza Caduti, dove si troveranno le bancarelle dislocate nel perimetro esterno mentre, all’interno, sarà allestita un’area con l’esposizione delle bancarelle di quanti hanno aderito all’iniziativa. Gli espositori saranno dislocati anche in piazza della Parrocchia, dove sarà possibile acquistare fiori, piante grasse e aromatiche. Poi via delle vie circostanti. Da non dimenticare le produzioni agricole del nostro territorio. Miele, frutta e verdura di stagione, salumi, formaggi, vino, le castagne e la zucca.

CURIOSITA’: LA ZUCCA

La zucca, presentata ad Alpignano alla Fiera di San Martino, è una pianta erbacea a stelo strisciante, appartenente alla famiglia delle cucurbitacee. Originaria dell’America centrale e coltivata in Italia nel XVI secolo. Le specie che hanno un interesse alimentare sono la Cucurbita maxima e la Cucurbita moschata. La coltivazione delle zucche è molto diffusa a livello di orto famigliare e, in alcuni casi, assume dimensioni da cultura specializzata. Le zucche hanno un ciclo primaverile estivo, la semina si effettua direttamente in campo in aprile maggio.

I terreni ottimali per la coltivazione della zucca sono quelli freschi, con buon drenaggio. La concimazione viene fatta in base alla dotazione del terreno con l’impiego di letame. Il controllo delle infestanti è la pratica colturale più impegnativa e viene effettuata con interventi meccanici nelle prime fasi di sviluppo della coltura. Poi con l’applicazione di erbicidi prima della chiusura dell’interfila. Per migliorare l’uniformità di pezzatura dei frutti, si può ricorrere alla cimatura dell’asse principale e al diradamento lasciando da tre a quattro frutti per pianta.