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A Torino la presentazione del libro di Bottazzi dedicato allo scienziato Giovanni Battista Beccaria Mercoledì 10 aprile alle 16 con l'intervento di Marco Canavoso

TORINO – Per ricordare l’importante figura di Giovanni Battista Beccaria, fisico, astronomo e principale fautore del rinnovamento scientifico dell’Ateneo torinese nel XVIII secolo, il vicepresidente della Consulta dei consiglieri e amministratori della Provincia e della Città metropolitana di Torino, Levio Bottazzi, ha scritto il libro “Giovanni Battista Beccaria e il “Gradus Taurinensis. L’incontro sarà l’occasione per celebrare il generoso impegno culturale, sociale, amministrativo e politico di Levio Bottazzi, classe 1930, tecnico Enel, padre – nella sua veste di presidente dell’Azienda Elettrica Municipale- del teleriscaldamento a Torino , consigliere provinciale dal 1995 al 2004.

L’OPERA DI BECCARIA

Nel 1759 il re Carlo Emanuele III affidò al padre scolopio Giovanni Battista Beccaria, chiamato dal sovrano a Torino per insegnare la Fisica sperimentale all’Università, l’incarico di calcolare, per la prima volta, la misura di un arco di meridiano in Piemonte. Lo scienziato per quattordici anni compì le misurazioni per la triangolazione tra Mondovì e Andrate passando per i vertici di Sanfrè, Saluzzo, Torino, Rivoli, Superga, Balangero e Mazzè, utilizzando quadranti e settori speciali di sua costruzione. I risultati vennero pubblicati nel 1774 nell’opera “Gradus Taurinensis” e permisero, tra l’altro, di realizzare il tracciamento della Carta Generale dello Stato Sabaudo. Le copie di quest’opera esistenti oggi in Piemonte sono quattro, di cui due a Torino: una nella Biblioteca Reale e l’altra nella Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso” della Città metropolitana.