SUSA – All’ingresso della chiesa parrocchiale di Sant’Evasio è stato aperto il presepe meccanico, costruito in tanti di attività dai parrocchiani, per ricordare la Natività. Ambientato a Betlemme è un capolavoro di meccanica e movimento con oltre cento statuine in movimento che rappresentano lavori, artigiani, passanti e musicanti. Un insieme grandioso arricchito da luci e suoni che portano i visitatori dal giorno alla notte fino alla nascita del Bambino Gesù. In corso Luciano Couvert rimarrà visitabile fino al 15 gennaio con orario continuato dalle 9 alle 19. La chiesa è dedicata al vescovo e martire S. Evasio. Non sono molte le notizie storiche a disposizione; quel che è certo è che sia di origini antichissime, in quanto elencata tra le chiese esistenti nella città di Susa già nel diploma del Vescovo Cunimberto (1065). In passato da considerarsi la “chiesa di campagna”, la “chiesa fuori le mura”
IL PRESEPE
La parte più importante della rappresentazione del presepe meccanico di Sant’Evasio a Susa è costituita da una grotta o da una capanna, all’interno della quale nella notte fra il 24 e il 25 dicembre viene posta la statua di Gesù bambino. Accanto a Gesù bambino ci sono San Giuseppe e Maria, il bue e l’asinello. Poi tutto intorno i pastori, le pecore, gli angeli. E c’è un altro elemento molto importante per comprendere la storia del presepe. Si tratta del fatto che nel giorno dell’Epifania vengono posizionate le statue dei Re Magi, che portano i doni a Gesù. Le prime tracce dell’origine della storia del presepe le possiamo ritrovare già in alcuni versetti del Vangelo di Matteo e di quello di Luca. Questi libri del Vangelo riportano la nascita di Gesù avvenuta a Betlemme al tempo di re Erode.
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