SANT’AMBROGIO – La comunità di Sant’Ambrogio ha risposto con forza all’appello della 31ª Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Venerdì 20 marzo, piazza 25 Aprile si è trasformata in un laboratorio di civiltà: gli alunni delle scuole primaria e secondaria, insieme ai docenti e al sindaco Silvano Barella, hanno condiviso riflessioni profonde sulla responsabilità individuale. L’obiettivo è stato chiaro: rifiutare ogni forma di prepotenza e violenza per promuovere i valori cardine della solidarietà e del rispetto della vita umana all’interno del tessuto sociale.
Un impegno condiviso a Sant’Ambrogio per le vittime innocenti delle mafie
L’iniziativa locale ha fatto da preludio alla grande partecipazione di sabato 21 a Torino. Moltissimi cittadini santambrogesi si sono uniti alla marcia di Libera, intitolata “Fame di verità e giustizia”, culminata in piazza Vittorio Veneto. Durante il rito laico della lettura dei 1117 nomi delle vittime, le parole di don Luigi Ciotti hanno scosso le coscienze, ricordando che il male prospera su silenzio, indifferenza e inerzia. Sant’Ambrogio ha così confermato di voler essere parte di quella “speranza che non si arrende”, agendo quotidianamente contro l’illegalità.
































