RIVOLI – A Rivoli c’è un appassionato di Subbuteo, non un professionista del gioco da tavola, che ogni anno organizza una sorta di torneo. Una passione che di tanto in tanto prende il sopravvento sulla quotidianità e porta Giancarlo Tenivella a lanciare il guanto di sfida. Chi vuole giocare a Subbuteo? Chi ha qualche anno sulle spalle e da ragazzino giocava con i suoi campioni in miniatura sa di cosa si parla. Il gioco nacque in Gran Bretagna nel 1947 da un’idea di un inglese. Di professione era ornitologo.

IL CALCIO IN SCATOLA
Avrebbe voluto chiamare il gioco The Hobby ma all’Ufficio Brevetti inglese, non era registrabile. Così prese in prestito parte del nome scientifico di un Falco, il Subbuteo. Il gioco ha avuto grande diffusione anche in Italia soprattutto durante gli anni settanta e ottanta. Nel corso degli anni novanta l’azienda produttrice del gioco, la Hasbro, nel 2000 interruppe la produzione del gioco considerandolo non più competitivo nei confronti dei nuovi videogiochi di argomento calcistico. La produzione del gioco è continuata, in Italia, fino al 2003 grazie ad una licenza concessa al distributore locale, la ditta Edilio Parodi. Il marchio Subbuteo è ricomparso ufficialmente in Italia nel 2009, grazie a una collana edita dalla Fabbri Editori su licenza Hasbro e distribuita nelle edicole. Successivamente l’azienda commercializza di nuovo, con un catalogo di proposte minimo, le tradizionali composizioni dello scatolame Subbuteo apportando le ormai ben note modifiche alle figurine dei calciatori nel nuovo materiale antiurto in voga in buona parte dei prodotti di calcio da tavolo. E siamo arrivati a Rivoli con la sfida al Subbuteo.



































