Rivoli: un successo la raccolta firme della Lega contro il Meccanismo europeo di stabilità Laura Adduce: "Siamo scesi  in piazza tra i cittadini per dire basta"

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RIVOLI – Anche a Rivoli come in tutta Italia la Lega è scesa in piazza per raccogliere le firme per chiedere la sospensione del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Tra sabato e domenica sono stati tantissimi i gazebo del Carroccio in tutte le piazze italiane. Gli attivisti della Lega di Rivoli, nonostante il freddo pungente, sono tornati in piazza per la raccolta firma. “Sono tanti i cittadini rivolesi che hanno messo nero su bianco, con la loro firma al nostro gazebo, il loro no a questo sciagurato fondo ideato solo per soccorrere le banche degli altri stati europei“.

Ha spiegato il segretario della sezione della Lega di Rivoli Laura Adduce. “Siamo scesi  in piazza tra i cittadini per dire basta. La Lega è scesa in piazza per dire no ad un trattato che divide gli Stati Europei in paesi di serie A e serie B. Usando i parametri fallimentari del Fiscal Compact. Bisogna dire no ad un trattato che crea un organismo unico al mondo. Quando la crisi è grave, la stabilità finanziaria può essere assicurata solo dalla Banca Centrale, come negli USA“. Ha concluso la Adduce.

COS’E’ IL MES?

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati  è un’organizzazione internazionale a carattere regionale. Nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro. Istituita dalle modifiche al Trattato di Lisbona dal Parlamento europeo e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles. Esso ha assunto però la veste di organizzazione intergovernativa, a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori. Su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione.

Il Consiglio Europeo di Bruxelles, con l’aggravarsi della crisi dei debiti pubblici, decise l’anticipazione dell’entrata in vigore del fondo, inizialmente prevista per la metà del 2013, a partire da luglio 2012. Successivamente, però, l’attuazione del fondo è stata temporaneamente sospesa in attesa della pronuncia da parte della corte costituzionale della Germania sulla legittimità del fondo con l’ordinamento tedesco. La Corte Costituzionale Federale tedesca ha sciolto il nodo giuridico nel 2012, quando si è pronunciata, purché vengano applicate alcune limitazioni, in favore della sua compatibilità con il sistema costituzionale tedesco.

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