GIAVENO – A Giaveno, il Monumento alla Divisione Campana, situato all’interno del cimitero comunale, torna a splendere: l’atteso restauro architettonico ĆØ stato completato e la sua inaugurazione ĆØ prevista per domenica 26 ottobre durante la commemorazione annuale. Questo storico monumento, un punto di riferimento cruciale per la memoria della Resistenza in Val Sangone, onora i partigiani che lottarono sulle montagne locali. I lavori, diretti dall’Architetto Paolo Caligaris e finanziati con una spesa di circa 22.000 euro, hanno risolto urgenti problemi strutturali. Gli interventi, richiesti da tempo dall’ANPI e dai parenti dei caduti, hanno riguardato l’impermeabilizzazione e la copertura del tetto, la bonifica del vano interrato, la pulizia della facciata esterna e la sostituzione della pavimentazione interna ed esterna. L’obiettivo primario era fermare le pesanti infiltrazioni e salvaguardare questo luogo sacro che accoglie l’ossario di molti combattenti della libertĆ . La cittadinanza e i visitatori che cercano informazioni sui monumenti storici di Giaveno e sulla storia della Resistenza in Val Sangone troveranno nel monumento restaurato un simbolo di memoria storica rinnovato e preservato.
Felice Cordero di Pamparato, “Campana” e l’EreditĆ della Divisione
Il Monumento alla Divisione Campana non ĆØ solo una struttura, ma il custode della storia eroica di Felice Cordero di Pamparato, il leggendario “Campana”, Medaglia dāOro al Valor Militare, a cui l’ossario ĆØ intitolato. Nato nel 1919 e proveniente dall’aristocrazia piemontese, “Campana” scelse Coazze dopo l’armistizio e iniziò la sua militanza partigiana nel febbraio del 1944. Comandò dapprima la Banda Campana, evoluta poi nella Brigata Campana, operando con coraggio nella lotta di liberazione. Il suo martirio avvenne a Giaveno nel 1944, dove fu impiccato in Viale Regina Elena. Oggi, l’ossario giavenese porta il suo nome e custodisce le spoglie di molti partigiani che hanno operato in valle. Il completamento del restauro, come ha sottolineato il primo cittadino, non solo recupera la piena disponibilitĆ degli spazi interrati ma assicura che il ricordo di Felice Cordero di Pamparato e dei Partigiani di Giaveno continui a essere tramandato alle future generazioni. Il complesso monumentale rimane un luogo fondamentale per chi ĆØ interessato ai luoghi della Resistenza in Piemonte e alla figura del marchese Cordero di Pamparato.

































