A Coazze la Pastasciutta antifascista della Valsangone con il rinnovo delle tessere

A COAZZE LA PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA

COAZZE – LunedƬ 29 luglio alle ore 20 l’ANPI Giaveno-Valsangone ā€œ43ĀŖ Divisione autonoma Sergio De Vitisā€ organizza la Pastasciutta antifascista della Valsangone presso il circolo ā€œChalet dei Cusinotā€ in Viale Italia 61 a Coazze con prenotazione obbligatoria entro lunedƬ 22 luglio al numero 339.4594486 con messaggio scritto su Whatsapp (nome e cognome di chi prenota e numero di persone) oppure sms o telefonata (tutti i giorni dalle 16 alle 20). Se dopo aver prenotato non si partecipa, si prega di annullare la prenotazione per lasciare posto ad altri. Il menù: tris di tomini tricolore del Caseificio Fiordilatte di Coazze più salame (o verdura grigliata), tris di pasta tricolore, ingredienti offerti da ANPI, dolce, acqua, calice di vino (o bicchiere di bibita), caffĆØ. Incanto a beneficio di Casa Cervi, sarĆ  possibile fare o rinnovare la tessera ANPI 2024. Infine Gianni Ascheri e Daniela Molinero faranno un momento di canto e allegria. Il 25 luglio del 1943 a Casa Cervi si celebrò l’arresto di Mussolini con una grande pastasciutta offerta all’intero paese per celebrare, come disse papĆ  Cervi, il più bel funerale del fascismo.

LA STORIA

Il 25 luglio si celebra in tutta Italia l’81° anniversario della caduta del fascismo. Con una iniziativa che accompagna da anni: la memoria della festa che la famiglia Cervi organizzò quel 25 luglio 1943. “A seguito della riunione del Gran Consiglio del Fascismo, Mussolini viene destituito e arrestato. Dopo 21 anni terminava il governo del Partito Fascista. Il Re designò il Maresciallo dell’esercito Pietro Badoglio come nuovo capo del governo. Nonostante la caduta del Fascismo, la guerra continuava a fianco dei tedeschi: nei giorni successivi l’arresto vi furono numerose sollevazioni popolari; il 28 luglio, a Reggio Emilia, i soldati spararono contro gli operai delle Officine Reggiane facendo 9 morti.Ā I Cervi non vennero immediatamente a conoscenza della notizia della caduta di Mussolini perchĆ© impegnati nei campi, ma fu sulla via del ritorno a casa che incontrarono numerose persone in festa. Sebbene sapessero che la guerra non era davvero terminata, decisero di festeggiare comunque l’evento, un momento di pace dopo 21 anni di dittatura fascista. Si procurarono la farina, presero a credito burro e formaggio dal caseificio e prepararono chili e chili di pasta.Ā Una volta che questa fu pronta, caricarono il carro e la portarono in piazza a Campegine pronti a distribuirla alla gente del paese. Fu una festa in piena regola, un giorno di gioia in mezzo alle preoccupazioni per la guerra ancora in corso: anche un ragazzo con indosso una camicia nera (forse era l’ultima rimasta?) fu invitato da Aldo a unirsi e a mangiare il suo piatto di pasta“.

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