BUSSOLENO ā In occasione della Giornata della Memoria, l’Amministrazione Comunale di Bussoleno, in stretta sinergia con lāAssociazione Nazionale Ex Internati e il Centro Arte e Arti, ha aperto la manifestazione di sabato pomeriggio 31 gennaio, rendendo omaggio ai deportati ed in particolare ad Ottavio Allasio, ricordato anche dalla figlia Daniela che ne porta avanti la memoria con incontri presso le molte scuole della Valle. Dopo la posa dei fiori davanti alla lapide posta nei pressi della sala consiliare di via Traforo 62, il Sindaco Antonella Zoggia, ha accolto con un momento di benvenuto e ringraziamento, i rappresentanti delle Associazioni, delle istituzioni, le Forze dellāordine, le famiglie degli ex internati del paese Ā e cittadini. Durante la commemorazione hanno poi preso la parola la presidente Ada Maiero dellāUnitre di Bussoleno e il presidente Emiliano Leccese dellāA.N.C.R. Federazione Territoriale Torinese, nel richiamare i giovani a essere attivi contro lāodio e il razzismo, trasmettendo valori di solidarietĆ , pace e rispetto per la dignitĆ umana.
A Bussoleno la Giornata della Memoria
Presenti alla giornata: il Sindaco Antonella Zoggia con il Vicesindaco Emilia Guerra, gli Assessori Gianluca Cevrero, Dario Giuseppe Rosso e Cinzia Tolotti, i Consiglieri di maggioranza Antonella Arianos, Cinzia Cevrero e Antonella Peirolo; il Luogotenente Carlo Mostratisi Comandante della Stazione Carabinieri di Susa; la rappresentanza dellāAssociazione Nazionale Granatieri di Sardegna nucleo Val Susa e della CRI polo logistico protezione civile Valle di Susa; per lāAssociazione Turistica Pro Loco di Bussoleno APS, il presidente Federico Aru; nonchĆ© il volontariato ETS e altre realtĆ sociali, culturali e di protezione civile.Ā L’appuntamento ĆØ proseguito in Piazzetta Italia dove ĆØ stata posata una pietra delle nostre cave, dipinta da Daniela Baldo, direttrice ed animatrice del centro āArte e Artiā: realizzata in acrilico e dal titolo āLiberi nel ventoā, raffigurante la leggerezza delle anime dei perseguitati in contrasto ai nodi del filo spinato.
Una candela accesa e ad un pensiero
Ogni colore con il quale i nazisti identificavano le persone a loro non gradite e da perseguire, ĆØ stato abbinato ad una candela accesa e ad un pensiero espresso da ogni Amministratore. Fra gli aforismi citati degni di nota spiccano frasi sui colori degli internati nei campi di concentramento nazisti, che indicavano la motivazione della deportazione:āUn triangolo giallo, uno rosso, uno viola, un nero, un verde, un rosa. Non sono semplici colori: sono segni imposti, marchi di unāingiustizia che ha negato il nome, che ha ridotto la vita a un simbolo, che ha cancellato la dignitĆ dellāessere umano. Oggi quei colori non dividono più e ci chiamano al dovere della memoria, ci impongono la responsabilitĆ della testimonianza. Sono monito silenzioso che attraversa il tempo, affinchĆ© la coscienza resti vigile, affinchĆ© la storia non si ripeta. E allora, davanti a questi colori, ciascuno di noi si senta custode della memoria, difensore della dignitĆ umana, sentinella contro ogni odio e discriminazione. Solo cosƬ il sacrificio di chi fu privato del nome e della vita non sarĆ stato vanoā.
Al violino
La prof.ssa Elena Pettigiani, una eccellente violinista che ha lasciato un segno indelebile in manifestazioni culturali con varie formazioni da camera, come violino di fila e spalla dellāorchestra e come solista, si ĆØ esibita in due brani la cui delicatezza ed intensitĆ hanno commosso gli astanti: āFor Itzhak Perlman Theme From SCHINDLERāS LISTā e āKADDISCH Violonā. Unāesecuzione musicale che accompagna una lettura ĆØ unāesperienza musicale e letteraria potente, spesso usata per evocare emozioni intense, creare atmosfera e dare voce a storie di memoria, speranza o dramma, come dimostrano eventi recenti legati al Violino della Shoah, che unisce musica dal vivo alla narrazione di storie di sopravvivenza per trasmettereĀ messaggi di pace e libertĆ , trasformando la musica in testimonianza e dignitĆ umana.







































