TORINO – L’8 maggio l’Italia e il mondo celebrano la Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, una data simbolica che coincide con la nascita del fondatore Henry Dunant. Nato nel 1828, Dunant trasformò l’orrore della battaglia di Solferino in una missione rivoluzionaria: garantire assistenza universale e neutrale a chiunque soffra, senza distinzione di divisa o nazionalità. Oggi, questo impegno si traduce in una rete capillare che in Italia conta oltre 150.000 volontari e circa 700 comitati locali. Non si tratta solo di ambulanze in emergenza, ma di un supporto costante che si manifesta nelle sfide quotidiane: dall’assistenza ai senzatetto e ai migranti a Lampedusa, fino agli interventi critici durante le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna e il Veneto, dove la CRI ha garantito logistica, cure e supporto psicologico alle comunità in ginocchio.
8 Maggio: Giornata Mondiale della Croce Rossa, l’Italia della solidarietà
L’essenza della Croce Rossa Italiana si riassume nel motto “Ovunque per chiunque“, un pilastro che poggia sui sette principi fondamentali come l’umanità e l’imparzialità. Nel 2026, l’organizzazione continua a evolversi integrando tecnologie all’avanguardia, come l’uso di droni per il monitoraggio ambientale e app per il coordinamento rapido, senza mai snaturare la sua missione primaria: il contatto umano. Dai Giovani della Croce Rossa, attivi nelle scuole contro bullismo e dipendenze, fino ai volontari che offrono conforto ai malati terminali, la celebrazione dell’8 maggio ci ricorda che la solidarietà è un dovere collettivo. Come sosteneva Dunant, “tutti possono fare qualcosa“; questa giornata è dunque l’omaggio a un’Italia silenziosa che, con una croce rossa sul petto, ricuce ogni giorno le ferite del tessuto sociale più fragile.



































