La folaga, una “piccola gru” che popola le nostre zone umide Erroneamente definita anatra, la folaga è una lontana parente delle gru

Folaga

La folaga, una “piccola gru” che popola le nostre zone umide. La folaga è un uccello acquatico molto comune nelle nostre zone umide. Nel Parco Naturale dei Laghi di Avigliana è presente tutto l’anno e condivide il suo spazio con germani reali e morette. Contrariamente a quello che si può pensare, non è un’anatra. Come la piccola gallinella d’acqua, fa infatti parte della famiglia dei rallidi, un sottoinsieme dei gruiformi. È quindi una lontana parente delle gru europee che in autunno migrando volano nei nostri cieli.

LE SUE CARATTERISTICHE

La folaga è di colore nero con una macchia bianca sulla fronte e becco bianco. È lunga 36-45 cm, con un’apertura alare 68-80 cm. I suoi occhi sono rossi e le zampe grigio-verdi terminano con lunghe dita lobate. Maschi e femmine sono praticamente uguali. È un’ottima nuotatrice e tuffatrice. Riesce a immergersi fino a 7 metri di profondità e rimanere in apnea per più di mezzo minuto. Vola solo raramente, preferendo invece nuotare o camminare per spostarsi. Il suo piumaggio è impermeabilizzato da un liquido oleoso prodotto da ghiandole esocrine. L’animale si spalma questa sostanza con il becco.  Le folaghe, se minacciate da falchi di palude e volpi, si spostano rumorosamente tutte insieme. Si tratta infatti di un animale gregario, soprattutto durante la stagione invernale, quando si raggruppa in stormi anche di centinaia di individui. Nel periodo degli amori sia i maschi che le femmine si scontrano rumorosamente, battibeccando spesso tra loro.

DOVE VIVE

Molto diffusa in tutto il mondo, in Europa è presente con una popolazione di 945.000-1.550.000 coppie. È un uccello quasi totalmente stanziale. Migrano solo gli esemplari che trascorrono l’estate nelle regioni del Nord Europa, i quali svernano nell’area mediterranea. Il suo habitat sono i laghi e gli stagni caratterizzati dalla presenza di piante acquatiche e canne palustri. Animale onnivoro, si ciba di alghe, piante acquatiche, pesci, rane, molluschi e insetti. D’inverno, quando il cibo scarseggia, non disdegna il pane ed i rifiuti. Costruisce il nido nei canneti e depone a fine aprile da 5 a 9 uova, che vengono covate per 21 giorni. Può deporre 2 o 3 volte all’anno. I pulcini hanno una caratteristica colorazione rossa sulla testa.

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Testo di Andrea Carnino. Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia!