Zone Franche Montane: “Stop allo scandalo dei finti comuni montani”

TORINO – Zone Franche Montane: “Stop allo scandalo dei finti comuni montani”. Grazie al decisivo intervento del Ministro Roberto Calderoli, si chiude finalmente un’anomalia burocratica che durava da ben 73 anni: l’inclusione di grandi cittĆ  come Roma e Bologna (con altimetrie inferiori ai 100 metri) negli elenchi dei comuni montani. Il Movimento Politico Zone Franche Montane accoglie con entusiasmo questa riforma che mette fine al drenaggio illecito di fondi verso aree di pianura. Grazie ai nuovi criteri di classificazione, oltre 1.100 comuni non idonei usciranno dal piano di riparto, garantendo che le risorse finanziarie siano destinate esclusivamente ai territori che presentano reali svantaggi geografici e strutturali.

EquitĆ  e Articolo 44: le risorse tornano alla “Vera Montagna”

La svolta impressa dal Ministro Calderoli riporta giustizia e coerenza in linea con l’Articolo 44 della Costituzione, valorizzando i 2.844 comuni che formano l’autentica ossatura alpina e appenninica del Paese. Questa riorganizzazione non ĆØ solo un atto di trasparenza amministrativa, ma una misura vitale per la sopravvivenza delle comunitĆ  nelle terre alte, dove il costo dei servizi e le difficoltĆ  logistiche richiedono interventi mirati. Per le Zone Franche Montane, si tratta di un passo storico: finalmente le risorse per la montagna tornano alla montagna, garantendo rispetto e sostegno a chi vive e lavora in condizioni difficili lungo tutta la dorsale italiana e nelle isole.

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