Vaccino Covid: Michele Colaci “Ci appelliamo anche al senso di responsabilità di tutto il personale sanitario”

RIVALTA DI TORINO – Vaccino Covid. “Ci appelliamo anche al senso di responsabilità di tutto il personale sanitario e socio-sanitario, affinché l’obiettivo comune sia la sconfitta del virus e la tutela dei soggetti più deboli”. Obbligo di vaccinazione per il personale delle RSA e grande attenzione per chi, tra gli ospiti, non è in condizione di esprimere il consenso informato. E’ l’indicazione che arriva da CONFAPI Sanità il cui vicepresidente vicario, Michele Colaci, spiega. “L’obiettivo di tutti deve essere solo la tutela della salute nelle RSA che si raggiunge con il vaccino”. Colaci quindi precisa: “Sono in forse le vaccinazioni per tutti gli ospiti delle RSA che non sono nelle condizioni personali di esprimere il consenso informato. Secondo quanto previsto dalla legge vigente”. Secondo l’associazione, senza una norma nazionale, direttamente emanata dal Governo, che snellisca le procedure del consenso informato.

MICHELE COLACI

Circa il 70% dei nostri ospiti – dice Colaci -, per effetto di una menomazione fisica o psichica, anche parziale o temporale non si trova nelle condizioni di provvedere ai propri interessi e quindi di poter sottoscrivere, consapevolmente il modulo del consenso informato, sottoposto dal personale medico. In questi casi, sarà quindi necessario richiedere al competente tribunale la designazione di un amministratore di sostegno per tutti quei soggetti che ricadano sotto la disciplina dell’art. 404 del Codice Civile, attivando la procedura dell’art. 405 comma 4 del Codice Civile, in attesa delle ulteriori determinazioni che dovrebbero giungere dal Ministero della Giustizia e della Sanità”. Da tutto questo, la conclusione di Colaci: “Senza un intervento urgente del governo, sarà impossibile vaccinare in tempi accettabili i nostri anziani non autosufficienti, con il conseguente aumento dei rischi di contagi”. Colaci punta anche il dito sulla questione dell’obbligo vaccinale.

NELLE RSA

“A tutto ciò si aggiunge – dice -, la mancanza di direttive chiare che obblighino tutto il personale sanitario e gli operatori socio-sanitari all’immunizzazione. In certe situazioni la ‘forte raccomandazione’ non crediamo sia sufficiente, soprattutto a tutela delle persone più fragili. Rendere obbligatorio il vaccino per il personale sanitario e socio-sanitario o proporlo, solo su base volontaristica, è una scelta politica , che deve essere assunta dal governo che la Costituzione autorizza”. Colaci quindi sottolinea. “Ci auguriamo che la politica faccia la propria parte, anche con scomode decisioni, a tutela effettiva della salute pubblica. Ci appelliamo anche al senso di responsabilità di tutto il personale sanitario e socio-sanitario, affinché l’obiettivo comune sia la sconfitta del virus e la tutela dei soggetti più deboli”.

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