NOVALESA – Il Comune di Novalesa e l’Associazione “Arte, cultura e tradizioni a Novalesa in Val Cenischia” in collaborazione con le associazioni Aib, Alpini, Banda e Pro Loco, organizzano domenica 22 giugno “Una Giornata in Memoria del Rastrellamento del 26 Giugno 1944 a Novalesa”. Tutta la popolazione è invitata, ecco il programma: ore 15,30 ritrovo in piazza San Benedetto per l’inaugurazione ufficiale della Targa Commemorativa; Poi alle 16,30 presso il salone parrocchiale, proiezione del video “I bambini di Novalesa ricordano…” prodotto dalla scuola primaria nel 1995, con il coinvolgimento degli ex alunni. Seguirà rinfresco. “Un ricordo indelebile per la popolazione di Novalesa – spiega Marina Chiapusso – e un modo per fare partecipi le nuove generazioni alla storia del loro paese, la storia che ha permesso di arrivare ad oggi..”.
Una giornata in memoria del rastrellamento a Novalesa
Questo è il testo esplicativo che verrà posizionato sotto la targa: “Rastrellamento tedesco a Novalesa nel giorno di lunedì 26 giugno 1944 Durante la seconda guerra mondiate, il 26 giugno 1944, Novalesa viene accerchiata dalle truppe tedesche, nessuno può fuggire. Donne e bambini vengono portati sul ponte del torrente Cenischia con la minaccia di farlo saltare nel caso di mancata collaborazione alle operazioni dì ricerca dei partigiani novalicensi. Gli uomini vengono condotti presso il Ristorante delle Alpi, sede del comando tedesco e brutalmente interrogati. Di costoro, al termine della lunga ed estenuante giornata, 26 vengono caricati su due camionette e deportati nei campi dì concentramento. La minaccia dì appiccare il fuoco all’intero paese (molte baite montane sono già in fiamme) contribuisce ad una più facile azione dì persuasione verso alcuni che avevano deciso di cooperare facendo nomi e cognomi. Grazie all’interessamento del signor Giuseppe Franke, di lì a breve futuro sindaco dì Novalesa, il paese viene risparmiato. Non è tuttavia risparmiata la vita del giovane sergente partigiano Alessio Silvestro, appartenente alla formazione partigiana “Stellina”, trucidato dalle mitragliatrici in località “Ballo”. Dopo quella terribile giornata trascorsa nel terrore e nella paura, la comunità, radunata intorno al parroco dì allora don Antonio Isolato, decide di fare un voto alla Vergine del Rocciamelone per invocare il ritorno di tutti i prigionieri: dì quel voto rimane la testimonianza rappresentata dalla cappella che si trova sopra. Novalesa in località “Balaverda”.































