Una frase d’amore per Bardonecchia, il concorso di poesia per San Valentino Una frase d’amore dedicata a Bardonecchia

BARDONECCHIA – “Una frase d’amore per Bardonecchia” è il concorso della Pro Loco con in palio un fine settimana per due. In formula B&B. L’Associazione Turistica Pro Loco Bardonecchia in concomitanza con San Valentino, il Santo degli innamorati, propone a residenti, villeggianti e turisti, di prender parte al concorso. “Una frase d’amore per Bardonecchia”. Ovvero di scrivere c, di inviarla alla Pro Loco, che provvederà, tramite i social, a sottoporla al pubblico, chiamato ad esprimere il proprio giudizio. Per aderire al concorso occorre prendere visione del regolamento, compilare il modulo d’iscrizione on-line. Collegandosi a https://forms.gle/Gtw7mwy1g89bZ1fUA  e inviarlo agli organizzatori entro venerdì 12 febbraio.

LA POESIA

Le testimonianze d’amore per Bardonecchia verranno tempestivamente pubblicate sulle pagine Facebook e Instagram della Pro Loco. E dal mattino di sabato 13 febbraio alle ore 21.00 di domenica 14 febbraio, si potranno votare indicando nei commenti il numero abbinato alla frase.  Lunedì 15 febbraio verrà comunicata la frase con il maggior numero di commenti favorevoli e proclamato il vincitore/la vincitrice del concorso che mette in palio un fine settimana nella Conca. Per due persone con formula bed&breakfast – B&B offerto dal Consorzio Turismo Bardonecchia. Presieduto da Giorgio Montabone.

SAN VALENTINO

Nei giorni intorno alla metà di febbraio, nell’Antica Roma era usanza celebrare i Lupercalia, feste di radice arcaica legate al ciclo di morte e rinascita della natura, alla sovversione delle regole e alla distruzione dell’ordine per permettere al mondo e alla società di purificarsi e rinascere. Queste feste erano accompagnate da vari rituali, mascherate, cortei, e giornate in cui i servi prendevano il posto dei padroni e viceversa, con l’intento di innescare un processo appunto di rinascita rimettendo in atto il caos primigenio. Parte di queste manifestazioni ritualistiche è sopravvissuta fino a oggi, mediata dalla morale cristiana, nelle tradizioni del Carnevale. In particolar modo, alcune pratiche arcaiche della fertilità prevedevano che le donne di Roma si sottoponessero, in mezzo alle strade, ai colpi vibrati da gruppi di giovani uomini nudi, armati di fascine di rami strette da spaghi.

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