Un proiettile di cannone francese trovato nei boschi della Valle di Susa

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UN PROIETTILE DI CANNONE SOPRA NOVALESA

NOVALESA – È stato trovato, durante una gita in montagna, nei boschi sopra Novalesa un proiettile di cannone francese della Seconda Guerra Mondiale. Il luogo del ritrovamento è tra l’area della Freita ed il Tour. Si tratta di ordigno lanciato probabilmente nelle giornate di guerra a giugno del 1940 quando l’artiglieria francese colpì pesantemente l’Italia con lanci di proiettili indirizzati ai centri abitati nell’alta Valsusa e nella Val Cenischia. Questo è un proiettile scagliato da un cannone di artiglieria campale “75 M” che poteva colpire a undici chilometri di distanza ma senza alcuna precisione sull’obiettivo. Parte dello stesso proiettile, che colpì Bardonecchia nelle stessa battaglia, è ora conservato nel Museo Chaberton presso il Palazzo delle Feste. Il sindaco Bruno Botteselle sentito al telefono ha dichiarato che “sono stati avvisati i Carabinieri della Stazione di Susa che hanno allertato il servizio del Genio Militare per lo sminamento. Si tratta comunque di un luogo isolato che è stato recintato per precauzione“.

IL CONTESTO STORICO

La battaglia delle Alpi Occidentali avvenne sul confine fra il Regno d’Italia e la Repubblica francese tra il 10 e il 25 giugno 1940, durante la seconda guerra mondiale. All’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania nazista e la dichiarazione di guerra a Francia e Regno Unito non corrispose un piano preordinato: il Regio Esercito, ammassato lungo la frontiera, intraprese disordinate azioni offensive che furono efficacemente contrastate dall’esercito francese, trincerato sulle posizioni difensive della Linea Maginot alpina. Solo la sconfitta dell’Armée française per opera dell’esercito tedesco mascherò in parte la notevole impreparazione militare italiana; il governo di Philippe Pétain sottoscrisse il secondo armistizio di Compiègne il 22 giugno, nel quale la Germania impose alla Francia di arrendersi entro pochi giorni anche all’Italia, nonostante sul campo di battaglia si stesse delineando l’effettivo fallimento tattico-strategico delle forze armate italiane e una sostanziale vittoria difensiva francese. L’armistizio di Villa Incisa, nei pressi di Roma, firmato il 24 giugno ed entrato in vigore il giorno successivo, sancì l’annessione di alcune porzioni di territorio francese all’Italia, la creazione di una zona demilitarizzata lungo il confine e l’inizio dell’occupazione italiana della Francia meridionale.

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