Un calabrese tra le montagne: Carmine Fusca, partigiano in Val di Susa

VALSUSA La Resistenza in Valsusa vide confluire tra le sue fila un coraggio eterogeneo e proveniente da ogni angolo d’Italia. Tra questi eroici combattenti, un numero significativo di giovani meridionali diede un contributo fondamentale alla lotta di Liberazione. Le liste dell’esercito partigiano attive in regione annoverano ben 917 nomi di calabresi, testimoni di un anelito di libertà che superava i confini geografici. Tra queste storie di ardimento spicca quella di Carmine Fusca, originario della piccola frazione di San Nicola de Legistis, nel vibonese.  Nato nel 1923 fu chiamato alle armi nel gennaio del 1943. Dopo un breve periodo di addestramento e trasferimenti tra Milano, Varese e Albenga, l’armistizio con gli Alleati lo colse nel pieno del caos che travolse l’esercito italiano. Fu in questo frangente che il suo destino lo condusse verso il Piemonte.

Un calabrese partigiano in Val di Susa

Fu tra le impervie montagne della Val di Susa, a ridosso del confine francese, che Carmine prese una decisione cruciale, scegliendo la via della Resistenza ed entrò a far parte della diciassettesima Brigata Garibaldi “Felice Cima”, per poi confluire nella centotredicesima Brigata Garibaldi fino alla Liberazione. Per Carmine si aprì un nuovo capitolo di vita, scandito da appostamenti, scontri a fuoco e azioni di sabotaggio. La sopravvivenza tra le montagne ostili della Val di Susa durante la guerra non fu impresa semplice. Tra i ricordi più vividi, emerge la battaglia del 26 giugno 1944, un tentativo coordinato tra diverse formazioni partigiane per accerchiare i tedeschi tra Rivoli, Alpignano e Grugliasco. Il fallimento dell’operazione scatenò la brutale reazione nazifascista, culminata nel tragico eccidio del Colle del Lys, dove 26 partigiani persero la vita. “In quella battaglia rischiai di essere colpito”, ricorda Carmine con un sorriso amaro.

Cartolina da Rubiana
Cartolina da Rubiana

La storia di Carmine Fusca, giovane calabrese giunto in Val di Susa per combattere per la libertà, è un potente esempio del contributo fondamentale che uomini e donne provenienti da ogni regione d’Italia offrirono alla Resistenza. Il suo coraggio, la sua determinazione e la sua umanità rimangono un monito prezioso per le generazioni future, un ricordo vivido di un’epoca in cui l’unità e la solidarietà furono le armi più potenti contro l’oppressione.

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