VALSUSA – Un nuovo traguardo per il monitoraggio dell’avifauna nelle Aree Protette delle Alpi Cozie: è stata inanellata la 48esima specie di uccello dall’inizio delle attività di studio, iniziate 11 anni fa. Protagonista dell’ultima sessione è uno splendido esemplare di cuculo, catturato in perfette condizioni grazie alle reti ornitologiche installate in un’area ad alta biodiversità. Dopo essere stato preso in carico da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), l’uccello è stato sottoposto alle misurazioni previste dal protocollo: sesso, età, lunghezza delle ali, zampe, massa grassa e piumaggio. Si trattava di un giovane maschio nato nell’estate del 2024, che non aveva ancora completato la muta. L’inanellamento, con l’apposizione di un anello identificativo alla zampa, è stato completato in pochi minuti, al termine dei quali il cuculo è stato prontamente liberato. Queste operazioni si inseriscono nel progetto nazionale MoniTRing, a cui le Aree Protette delle Alpi Cozie partecipano attivamente con il supporto di ISPRA, coinvolgendo anche giovani tirocinanti universitari e studenti PCTO delle scuole superiori.
Uno splendido esemplare di cuculo
Le sessioni di inanellamento, condotte regolarmente ogni dieci giorni da maggio a ottobre, rappresentano un presidio fondamentale per la ricerca ecologica e la conservazione della biodiversità. Le dodici reti installate nel sito, che offre una straordinaria varietà di ambienti in uno spazio ristretto, consentono la cattura temporanea degli uccelli senza recare danno. I dati raccolti sono poi inseriti in una banca dati nazionale utile a ricostruire rotte migratorie, individuare soste strategiche e comprendere le dinamiche delle popolazioni di uccelli, sia migratori sia stanziali. L’importanza di queste attività risiede anche nella consolidata tradizione scientifica delle Aree Protette delle Alpi Cozie nel campo dell’ornitologia, che vanta studi di rilievo sul Piviere Tortolino e sulla Passera Lagia, nonché progetti svolti presso l’Alpe Randuin nel Gran Bosco di Salbertrand e il CRAS di Avigliana. Grazie alla passione e alla competenza dei guardiaparco, molti dei quali riconosciuti inanellatori esperti, l’area continua a rappresentare un punto di riferimento internazionale per la ricerca avifaunistica.

































