Trana, oggi come ieri, è feudo dei conti Gromis, discendenti di Vittorio Emanuele II di ANDREA CARNINO

Torre di Trana

TRANA – Trana, oggi come ieri, è feudo dei conti Gromis, discendenti di Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana. Il suo toponimo deriva da “tranare“, ovvero “oltrepassare” il torrente Sangone. Ha origini anteriori al X secolo. Nel tempo Trana è stata feudo di importanti famiglie, tra le quali i Gromis, casato che nel ‘900 si è legato ai discendenti di Vittorio Emanuele II.

L’ANTICA TORRE

Un’importante testimonianza di questa storia nobile è l’antica torre. Sorge a fianco del Torrente Sangone. È l’unico resto del castello risalente al X secolo. Alta 30 metri, è stata fatta costruire insieme al maniero dai signori di Rivalta. La nobile famiglia durante il suo dominio ha fatto edificare anche il Palazzo dei Feudatari. Dal 1552 i signori locali hanno assunto il cognome Orsini. Molto probabilmente per un legame con la nobile famiglia romana. Il castello è stato distrutto dalle truppe francesi del maresciallo Catinat alla fine del XVII secolo.

I CONTI GROMIS

Nel 1581 gran parte del feudo viene acquistato dalla famiglia Gromis. Gli Orsini cederanno i loro diritti rimanenti solo nel 1714. Le origini dei Gromis sono antichissime. Discendono da Alberigo Fontana, personaggio che ha dato origine al simbolo di famiglia. Alberigo dopo aver ucciso un capo dei saraceni, si impadronisce del suo elmo. Su questo era raffigurata la testa di una capra. Il blasone famigliare è infatti “d’oro al capo e collo di capra di nero reciso”. Oggi lo si può ammirare nella Parrocchia della Natività. Lo stemma sovrasta lo splendido quadro posto sopra l’altare di famiglia. Nel 1635 Guido Gromis viene investito del titolo di conte dal duca di Savoia Vittorio Amedeo I. Nel 1777 il suo discendente Carlo Benedetto fa costruire la chiesetta della borgata Colombè. A fine XIX secolo il conte Emilio dona al comune il Palazzo dei Feudatari, ribattezzato Palazzo Gromis. L’edificio per molto tempo ha ospitato la scuola elementare. Oggi è sede della pro loco, del centro anziani e dell’Associazione Alpini.

IL LEGAME CON LA DISCENDENZA MORGANATICA DI VITTORIO EMANUELE II

Nel 1926 Melchiorre Emilio Gromis sposa Vittoria Guerrieri di Mirafiori. La nobildonna è bisnipote di Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana. Con queste nozze entra nel patrimonio famigliare il Castello di Sommariva Perno. Il maniero è ancora oggi di proprietà dei Gromis. Melchiorre nel 1947 vende la Torre di Trana. La nobile famiglia è ancora oggi proprietaria della chiesetta in borgata Colombè, della casa canonica e del terreno dove sorge la grotta dedicata alla Madonna di Lourdes. Il suo legame con la città nel corso dei secoli è ricordato dal gruppo storico “Conti Gromis di Trana“. Attraverso canti rinascimentali e splendidi abiti fa rivivere la Trana del ‘500. Ma la memoria della storia cittadina è anche rappresentata dagli attuali esponenti del casato. Nobili non solo per titolo, ma anche per bontà d’animo e amore verso le loro terre. Caterina Gromis, con la sua passione per la natura e le sue opere, renderebbe fiero Vittorio Emanuele II.

I FANTASMI DELLA TORRE

La torre, ristrutturata nel 1952, pare sia infestata da fantasmi. Sono in molti ad affermare di aver visto due figure femminili. Molto iridescenti, una ha lunghi capelli corvini. Comparirebbero la notte vagando intorno all’edificio.

Testo e foto di Andrea Carnino

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