GIAVENO – VenerdƬ 24 luglio alle ore 18.00, il Museo Alessandri ospiterĆ l’attesa inaugurazione di “Tra Cielo e Soffitta – Le muse di Alessandri” a cura della professoressa Concetta Leto. Questa straordinaria mostra d’arte accende i riflettori sulla produzione degli anni Cinquanta del maestro torinese, un periodo cruciale caratterizzato da un profondo tormento interiore. Diviso tra i doveri nella tipografia paterna e l’urgenza viscerale di dipingere, l’artista trovò nei suoi due atelier, il “Cielo” e la “Soffitta”, i luoghi d’elezione per dare sfogo a una creativitĆ pura e priva delle costrizioni del vero.
Il corpo femminile come paesaggio emotivo
L’esposizione si concentra sulla metodica raffigurazione di giovani modelle ā come Luna, Gazzella e Marina ā che posavano per lui in pose sinuose e formati insolitamente allungati. Per Alessandri, il corpo femminile non era un semplice ritratto, ma un vero e proprio paesaggio corporeo teso verso l’infinito. Lo stile di questa fase giovanile si distacca dal realismo accademico per abbracciare accesi contrasti cromatici e campiture piatte che richiamano il Fauvismo di Matisse e l’Espressionismo, anticipando la successiva e celebre fusione con il Surrealismo italiano.
Il restauro finale e la vocazione divina
Nelle opere esposte emerge la transizione verso uno stile giĆ maturo, ridefinito dallo stesso pittore Lorenzo Alessandri attraverso un meticoloso lavoro di restauro chirurgico e ritocco condotto negli anni Novanta. Per il maestro, la pittura rappresentava una tripla vita e una viscerale vocazione divina, un richiamo assoluto indispensabile per la sua stessa sopravvivenza psichica. La mostra offre cosƬ un’occasione unica per riscoprire il lirismo segreto e la straordinaria pittura espressionista degli esordi di un genio visionario.































