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Storia locale, quando a Susa negli anni del Fascismo c’erano “molti, molti preti” Dall'archivio dell'avvocato Agnes una relazione del 1940

Susa, il Duce a Susa. Agnes è a destra senza cappello

SUSA – Facendo un passo indietro nel tempo arriviamo al 25 aprile del 1940, XVIII anno dell’era fascista, siamo a pochi giorni dalla dichiarazione di guerra del 10 giugno e dal partito, quello Fascista, viene richiesto ad ogni capo zona una relazione per capire gli umori del popolo. Emilio Agnes, avvocato segusino, in qualità di Ispettore della 5ª Zona che comprendeva Susa e i comuni vicini, batte a macchina un rapporto che fotografa Susa agli occhi di un dirigente fascista. Tra podestà e preti, passando per l’onore fascista Agnes ci dona l’immagine di una società che rimarrà tale fino al 25 luglio del 1943 ed esattamente cinque anni dopo lo scritto relegherà questi testi in un archivio.

“COMUNI:  buoni i rapporti con i Fasci. Non tutti i Podestà sono all’altezza del loro conpito e, specialnente, della situazione presente. Ciò è dovuto non a malvolere, ma a insufficienza poco male quando nei Comuni stessi esiste un Segretario comunale attivo ed intelligente, deficienza è grave quando Il Segretario non e in condizioni di sopperire alle manchevolezze del suo superiore. 

Insignificante quello di Mompantero

CLERO : Aggiornato S.E. il Vescovo di Susa. (Umberto Ugliengo Ndr)

Ottimo il parroco di Meana. (don Luigi Viberti Ndr). Buoni o non pericolosi a Giaglione e e Novalesa (don Giacomo Guglielmetto e don Antonio Isolato Ndr). Insignificante quello di Mompantero. Colto, intrigante, pericoloso, ma prudentissimo quello di Susa (Carlo Sampò Ndr). Ignorante, gretto, assolutamente incapace di comprensione fascista quello di Venalzio (Serafini Ramat Ndr). A Susa città, molti, molti preti. Hanno naturalmente molta influenza su parte della popolazione.

I piccoli ras pavoneggianti, in cerca di alalà

Spirito delle popolazioni: fondamentalmente ottimo sotto tutti i rapporti. I nostri montanari credono ed obbediscono. L’abbandono che ho più sopra lamentato non è stato naturalmente vantaggioso e la popolazione l’ha avvertito interpretandolo, purtroppo, come un rallentamento dell’energia fasciata. I piccoli ras pavoneggianti, in cerca di alalà, non hanno giovato alla serietà della causa”.