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TAV in Valsusa: l’Osservatorio sulla TAV chiude? Il commento dell’architetto Foietta Attivo dal 2006 ha visto la partecipazione di comuni ed Enti del territorio

TORINO – Sta per essere chiuso l’Osservatorio per l’Asse Ferroviario Torino-Lione che  ha accompagnato dal dicembre 2006 l’intero percorso di definizione, condivisione e realizzazione degli interventi di adeguamento della ferrovia Torino-Lione. L’Osservatorio ha lavorato con il mandato ricevuto dal Presidente della Repubblica dall’agosto del 2006. All’Osservatorio hanno partecipato insieme alla maggioranza dei Comuni, la Provincia di Torino (ora Città Metropolitana) e la Regione Piemonte,  i promotori pubblici  LTF (ora TELT) e RFI, i Ministeri, le  strutture tecniche regionali come ARPA ed Agenzia per la Mobilità Metropolitana (ora Agenzia Mobilità Piemontese), un gran numero di specialisti e di esperti nei diversi vari campi di attività afferenti al progetto, le équipes tecniche, oltre alle principali associazioni datoriali e sociali presenti sul territorio regionale.

IL COMMENTO DELL’ARCHITETTO FOIETTA

In una nota Ansa si legge a commento della bagarre politica iniziata dal sindaco di Torino si legge: “Le affermazioni della sindaca sulla chiusura dell’Osservatorio rispecchiano i modi di relazione della sua parte politica e confermano una dimostrata e manifesta incapacità a confrontarsi con chi abbia una diversa opinione e disponga di dati, studi, informazioni contrastanti con i propri pregiudizi e le proprie ideologiche certezze – così l’architetto Paolo Foietta replica a Chiara Appendino – Come può parlare di dialogo e intanto chiudere il luogo di confronto? Il Movimento 5 Stelle, forse perché oramai cosciente di essere su questo tema una minoranza nell’opinione pubblica, nel Parlamento, a Torino e nella stessa Valle di Susa, preoccupato da un possibile Referendum, preferisce secondo Foietta affidare la decisione sulla Torino-Lione ad una farsa quale l’improbabile ed oramai screditata analisi Costi Benefici di Ponti-Toninelli. E ricorda che ben 21 sindaci, due terzi dei comuni interessati all’opera, hanno chiesto che l’Osservatorio prosegua”.