Storia in Valsusa: la commemorazione storica della battaglia sul Forte dello Chaberton

CESANA TORINESE – E’ andata in scena l’ottava edizione della commemorazione storica in memoria della Battaglia delle Alpi del giugno 1940, organizzata a Cesana Torinese il 20 giugno dall’Associazione Forte Chaberton – 515° Batteria G.a.F. L’Associazione ĆØ nata con lo scopo di promuovere studi e ricerche di Storia riguardanti la Battaglia delle Alpi del Giugno 1940, in particolare i fatti che videro protagonista quella che ĆØ stata la batteria fortificata più alta d’Europa: lo Chaberton a quota 3.130 metri d’altitudine. La manifestazione ĆØ normalmente patrocinata dal Ministero della Difesa e dall’Esercito Italiano, dalla Regione Piemonte, dal Consiglio Regionale del Piemonte, dal Comune di Cesana Torinese e dell’Unione Comuni Olimpici Via Lattea. A Cesana Torinese, con le condizioni meteo influenzate da una perturbazione in avvicinamento sull’area alpina, si ĆØ svolta, la commemorazione per l’81esimo anniversario della ā€œBattaglia delle Alpiā€.

granatieri

AL MONUEMNTO

Presso il Monumento ai Caduti del Forte Chaberton, prospicente la rotonda della SS24 in direzione Claviere. Ad aprire la cerimonia ĆØ stato Davide Corona, presidente dall’Associazione ā€œMonte Chaberton – 515a Batteria G.a.F.ā€, che ha portato il saluto agli intervenuti, mentre Emanuele Mugnaini ĆØ stato lo speaker della commemorazione scandendone i momenti salienti. A fare gli onori di casa ĆØ stato il Sindaco di Cesana Torinese. Sempre per il territorio era presente il Presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, Maurizio Beria. Nel corso dell’evento ha avuto luogo la cerimonia dell’alzabandiera con inno francese e italiano, sono stati resi gli onori ai Caduti con la deposizione di una corona d’alloro e silenzio d’ordinanza, alla presenza delle autoritĆ  civili con il vice sindaco di Bardonecchia, militari, Carabinieri e Polizia di Stato.

alpini

I GRUPPI STORICI

L’avvenimento ĆØ stato impreziosito dal Gruppo Storico Militaria 1848-1918. Lo spirito di fratellanza con i cugini d’oltralpe, nel segno della comune appartenenza all’Europa, ĆØ stato l’argomento dell’allocuzione da parte degli ospiti, nonchĆ© l’esposizione storica di Mauro Minola. Ha partecipato alla cerimonia anche una rappresentanza di artiglieri da montagna dell’Associazione Veterani della 40ĀŖ Batteria dell’AMF(L). Hanno altresƬ preso parte i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma degli alpini, bersaglieri, granatieri di Sardegna e ufficiali in congedo. L’Esercito Italiano era rappresentato dal Ten.Col. Davide Peroni, Vice Comandante 3° Rgt. Alpini, mentre la Regione Piemonte dall’Assessore al Bilancio e attivitĆ  produttive, Andrea Tronzano, per conto del Governatore Alberto Cirio. La manifestazione si ĆØ conclusa con la deposizione di una corona al cimitero di Cesana e il riverente omaggio alle tombe dei Caduti.

fanfara

LA FORTEZZA TRA LE NUVOLE

Il Forte sul Monte dello Chaberton, ĆØ diventato monumento storico francese. Con ordinanza del Prefetto regionale del 4 febbraio 2021 il ā€œFort du Chabertonā€ ĆØ stato inserito nell’elenco dei Monumenti Storici dalla Direzione Regionale degli Affari Culturali Paca. Sulla cima del Monte Chaberton, a 3130 metri di altezza, si trova la batteria dello Chaberton meglio conosciuta con il nome di Forte dello Chaberton. Costruito dal Regio Esercito nell’alta Valle di Susa tra il 1898 e il 1910 per migliorare l’apparato di fortificazioni sul confine con la Francia, il forte fu eretto proprio sulla cima del monte per la sua posizione strategica e la sua inaccessibilitĆ . Era difatti impossibile colpirlo con le armi a tiro curvo a disposizione degli eserciti di quel tempo. La sua costruzione fu un’impresa incredibile considerato i modesti mezzi a disposizione a quel tempo. Ancora oggi, la Batteria dello Chaberton risulta il forte più alto d’Europa.

LA FORTEZZA

La batteria, nata con lo scopo di tenere sotto tiro la piazzaforte francese di BrianƧon, fu terminata nel 1910, ma durante il primo conflitto mondiale fu disarmata e abbandonata. Durante il periodo fascista, Mussolini, temendo il confine alpino, volle ristrutturare il forte ormai troppo vulnerabile ai tiri dei nuovi mortai costruendo posizioni in caverna e collocando nuove artiglierie posizionate in pozzi corazzati. Nel 1940, quando scoppiarono le ostilitƠ con la Francia, il forte divenne attivo per la prima volta e fu usato per colpire gli obiettivi militari
francesi. L’esercito francese aveva però preparato un piano di bombardamento del forte, cosƬ il 21 giugno dello stesso anno iniziarono a bombardarlo. Il bombardamento fu sospeso a causa della nebbia che avvolgeva il gigante delle nuvole, ma fu ripreso quando le nubi si diradarono. In poco tempo i francesi misero fuori uso sei delle otto torrette del forte, causando nove morti e cinquanta feriti.

ALLA FRANCIA

Dopo l’8 settembre 1943, il forte fu abbandonato per poi essere nuovamente occupato da reparti della Folgore della Rsi nell’autunno del 1944 e poi definitivamente abbandonato dopo la resa della Germania nel 1945. La Francia nel 1957 obbligò l’Italia, sconfitta, a smantellare il gigante dello Chaberton che aveva minacciato per oltre 30 anni le sue valli. Tutte le parti metalliche, le casematte e i cannoni, furono portati via ed il forte rimase spogliato delle sue armi ed abbandonato. Nel 1987 fu anche chiusa al traffico la rotabile che collegava Fenils, frazione del comune di Cesana Torinese, con la cima. Oggi, la batteria dello Chaberton si erge ancora imponente sulla cima del monte con la sua carcassa di pietra, le torri, le costruzioni in muratura e i magazzini incavernati resistendoĀ  alle difficili condizioni atmosferiche e scrutando dall’alto il magnifico panorama che lo circonda

cesana

IL RICORDO

Il Monte Chaberton – ricorda Carlo Maria Braghero, segretario dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna della sezione Torino di cui il nucleo Valsusa fa parte – ha sempre avuto per me un fascinoĀ  particolare. Nei primissimi anni ’50 quando avevo 6 o 7 anni andavo in vacanza nelle Casermette (soggiorno Cissello) e una volta, insieme a mio padre e ad altri villeggianti, salimmo fino alle torrette dei cannoni. Per me, piccolino, fu una vera impresa! Ricordo anche che qualche passaggio del sentiero era particolarmente impervio. Lassù tutto era abbandonato e faceva molta tristezza. Quando raccontai l’avventura al mio zio materno ebbi la sorpresa di apprendere che lui, lassù, aveva fatto qualche mese di servizio militare. Lui era un panettiere e quindi ben presto venne trasferito al panifico militare abbandonando cosƬ la montagna.

LA GUARDIA ALLA FRONTIERA

Durante il suo periodo di permanenza nella Guardia Frontiera, salƬ in ispezione allo Chaberton il comandante delle Armate Nord-Ovest ovvero il Principe Umberto di Savoia che lo passò in rassegna. Mio zio non era un tipo troppo loquace ed io, allora, alle sue vicende non ero molto interessato. In seguito non ne parlammo più e quindi in me ĆØ rimasto il rimpianto di non aver raccolto una testimonianza che oggi potrebbe essere preziosa. Sono comunque contento che ci sia una associazione deputata a tenere vivo il ricordo di quella negletta Guardia Frontiera alla quale mio zio ha dato un sia pur piccolo contributo“.

Alpini portacorona

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