Storia dei NoTav del 2006: in Valsusa i Verdi, Rifondazione e Askatasuna di MARIO BONTOSI CAVARGNA

VALSUSA – Storia dei NoTav del 2006 comincia a Capodanno al presidio di Venaus. I locali apparivano stracolmi, e la gente formava un muro compatto in cui ci si poteva appena insinuare per intravvedere qualche scampolo della festa collettiva. Fuori, la ressa era un po’ minore. I No Tav erano almeno diecimila: arrivati anche dal resto del Piemonte, dal Nord e dal Centro Italia. Gli alberghi di Susa e del circondario hanno fatto registrare il tutto esaurito, e nei prati erano stati posteggiati decine di camper, mentre i giovani arrivati da Milano, Genova, Bologna e Firenze.

LA VALUTAZIONE

La valutazione di impatto ambientale della parte italiana, è stata fatta ed approvata prevedendo disinvoltamente di scaricarvi 5 milioni di metri cubi estratti in Italia. Nessuno ha informato l’amministrazione e gli abitanti del comune francese interessato. Adesso le autorità transalpine stanno cercando di rimediare all’errore di LTF, ed hanno avviato a posteriori una procedura di valutazione, prospettando delle compensazioni ed il recupero ambientale che potrebbe avvenire con lo riempimento dei volumi di roccia asportati a suo tempo. Per gli oppositori italiani si tratta di spiegare la durata e la modalità del cantiere che occuperà questa parte del valico del Moncenisio. I rischi derivanti dalla possibile presenza di rocce radioattive o contenenti amianto, e gli impatti sulla zona protetta e sulle attività turistiche.

A CHAMBERY E FOIETTA

La prima manifestazione dell’anno è una marcia a Chambery, il 7 gennaio. Per sensibilizzare gli abitanti della Maurienne e della Savoia contro la costruzione del tunnel di base. La marcia mantiene le promesse: ci sono quattordici sindaci italiani e quello francese di La Chambre. Il comune dove il tunnel di base riaffiora in superficie dopo aver sottopassato St Jean de Maurienne. La Federazione Provinciale dei Democratici di Sinistra diffonde un opuscolo dal titolo. “Linea Alta Capacità Torino Lione: uscire dalla propaganda, dai pregiudizi e dalle bugie, per ragionare su fatti e dati reali”. Si tratta di 16 pagine, a cura del responsabile della commissione infrastrutture del partito Paolo Foietta, divise in due parti. I  “luoghi comuni del No Tav” e “come stanno realmente le cose”. Si fa riferimento alla commissione Rivalta, di cui Foietta è segretario.

CONSIGLI COMUNALI

I consigli comunali tornano ad occuparsi del confronto istituzionale, e cominciano il giro di approvazione dei 5 punti preparati dai sindaci in risposta ai 5 proposti dal governo: inizia Susa il 21 dicembre, gli altri la seguono a ruota. Il movimento ribadisce invece che la condizione per mantenere la partecipazione della valle al tavolo del governo, sia la esclusione di chi abbia interessi in gioco, come il ministro Lunardi. In Val di Susa transita la commissione Trasporti del Parlamento Europeo guidata dal presidente Paolo Costa: prima aveva visitato la discenderia francese di Modane, ed era stata a Torino dai vertici politici. L’incontro con i sindaci della valle al municipio di Venaus diventa subito teso quando il capo delegazione, sostiene la necessità della linea. La calma viene riportata dal rappresentante dei Verdi tedesco che critica il progetto.

LE OLIMPIADI

Le Olimpiadi e la montatura sulla fiaccola che incendia una bandiera. Il dibattito su cosa fare durante le olimpiadi, tiene sempre più banco. L’assemblea dei sindaci del 3 febbraio approva all’unanimità un documento dove si identifica nella torcia un simbolo di pace, e si invitano i valsusini a dar prova del loro senso di responsabilità nel lasciarla passare. Del resto, sostiene il presidente della Comunità Montana d Bassa Valle, la vera notizia sarebbe che, nella patria della contestazione No Tav, la torcia passi senza ostacoli. La fiaccola arriva in Val di Susa il 5 febbraio, parte da Sestriere, per percorrere l’Alta Valle, passare a Susa, e scendere in Bassa Valle sino a Condove, da dove poi sarà riportata indietro al Monginevro per dirigersi verso Albertville.

Romano Prodi

Foto Scrobogna/LaPresseAnni ’90 (Italia)Politica – storicoRomano ProdiNella foto: Romano Prodi

DA PRODI

I sindaci di centrosinistra vanno ad incontrare il candidato premier Prodi, che ribadisce l’utilità dell’opera, ma punta al dialogo con gli enti locali. Le speranze dei valsusini ricevono un’accelerazione alla presentazione del suo programma, quando si scopre che vengono citati i trafori del Gottardo e del Brennero ma non quello del Frejus. Mercedes Bresso e Sergio Chiamparino insorgono immediatamente e tutta la lobby del Tav insegue il candidato premier e lo stana, due giorni dopo, durante un viaggio a Madrid. Il presidente della Comunità Montana scrive al segretario della presidenza del Consiglio dei ministri , per comunicare i nomi dei due tecnici scelti per l’Osservatorio tecnico che sarà affiancato al tavolo politico di Palazzo Chigi, poi per richiedere che l’incontro del tavolo politico preceda l’insediamento dell’Osservatorio.

I VERDI

Pecoraro Scanio torna in valle come ministro il 25 maggio. Prima va ad accendere un cero alla Sacra di San Michele per ringraziare l’arcangelo della sua nomina. Poi chiede di incontrare i sindaci, le associazioni ambientaliste ed i comitati della valle che lo hanno votato in maniera massiccia. Al punto da far diventare i Verdi addirittura il primo partito in alcuni comuni. A Villa Ferro, sede della Comunità Montana, il ministro viene accolto dagli applausi di un centinaio di manifestanti No Tav. “Con il nuovo governo ci sarà una svolta, le grandi opere si faranno con il consenso delle comunità locali”, dichiara. Ma Pecoraro parla ora da ministro ed in molti nel movimento se ne accorgono.

DI PIETRO

Il ministro Di Pietro afferma, in una intervista, che il tracciato può essere rivisto, ma non deve snaturare il concetto di Alta Velocità ed Alta Capacità, e pertanto si deve fare necessariamente il tunnel di base. Per il ministro Bianchi, la Torino Lione si farà, ma bisogna vedere come: non importa se perderemo due anni perché è un’opera che durerà un secolo. I sindaci della Val di Susa ricordano che son passati 7 mesi dall’incontro che ha deciso il tavolo politico e che, quindi, nessuno può giustificare la fretta: chiedono pertanto di annullare l’autorizzazione allo scavo del tunnel di Venaus, di togliere l’opera dalla Legge Obiettivo, e che nel tavolo politico si decidano le regole di funzionamento dell’Osservatorio. Arriva la notizia che il ministro Pecoraro Scanio e la Bresso hanno avanzato l’ipotesi di scorporare il tracciato della Gronda ferroviaria da quello in Valle di Susa.

IN VALSANGONE?

Si passa in Val Sangone? Il 4 ottobre si riunisce la Conferenza intergovernativa,: Enrico Letta dichiara che “pur nelle difficoltà finanziarie, la Torino Lione è la priorità delle priorità”. Di Pietro presenta un cronoprogramma, ma tutto viene messo in discussione dall’ordine del giorno unico con cui i 38 comuni interessati hanno bocciato i progetti definitivi presentati da LTF ed RFI. Si affacciano anche altre alternative più teoriche, come quella della Val d’Aosta, con un tunnel di base tra Aosta e Martigny, proposta dall’ingegner Manfredi, che è sposata dalla Regione autonoma. Ma ci pensa il ministro Di Pietro a dichiarare che, per il Tav in Valle di Susa, “non c’è alternativa”.

RIFONDAZIONE COMUNISTA E ASKATASUNA

Il circolo di Rifondazione di Bussoleno conta oltre un centinaio di tessere, ma il gruppo che gravita intorno alla osteria La Credenza è molto maggiore. Il locale, più che un bar ed un ristorante, è un presidio ante litteram, un posto in cui fare politica. La lotta del circolo è partita nel 1991 nei momenti della smobilitazione del polo ferroviario di Bussoleno, poi è continuata con le lotte sociali ed ambientali contro l’autostrada e l’elettrodotto, ed infine contro il Tav. Tra le tante iniziative realizzate c’è stata anche quella di dare una bandiera al movimento, con fondo bianco, croce di cancellatura rossa su di un treno nero. Askatasuna festeggia il decimo compleanno ha organizzato e preso parte ad una infinità di cortei e manifestazioni, anche molto distanti dal Tav. Spinta dal Bass è nata dalla decisione di un gruppo di valsusini, Maurizio Piccione, Simona Massola, Guido Fissore, Enrico Tavan.

IL LIBRO

Il testo sulla storia del Movimento NoTav è preso dal libro di Mario Cavargna Bontosi che ha gentilmente concesso la pubblicazione. Movimento NoTav. Cronaca di una battaglia ambientale lunga oltre 25 anni. Vol. 1 Storia NoTav: 1990-2008. Edizioni Intra Moenia.

Libro NoTav

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