STEFANO E ANGELO, VOLONTARI DELLA CROCE ROSSA ALL’ALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNA
VALSUSAĀ – Si chiamano Stefano e Angelo, sono due volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato di Susa, e sono rientrati dalla missione a Bologna a seguito dell’alluvione che ha colpito la regione Emilia Romagna. Partiti nelle notte del 20 Ottobre scorso, su richiesta della Sala Operativa Regionale Croce Rossa Italiana, si sono occupati insieme ai colleghi provenienti da altre regioni di prosciugamento acqua all’interno delle abitazioni e rimozione fango e detriti con l’ausilio di automezzi e attrezzature in dotazione.Ā Anche laĀ Protezione civile del Piemonte, su disposizione del Dipartimento nazionale, ĆØ in Emilia Romagna per prestare assistenza alle popolazioni colpite dallāalluvione. La colonna mobile ĆØ partita nella serata del 16 maggio dal presidio di Alessandria ed ĆØ composta da due funzionari regionali e 62 volontari appartenenti al Coordinamento regionale del volontariato di Protezione civile, al Corpo AIB ed allāAssociazione Nazionale Carabinieri a bordo di 28 veicoli per raggiungere Molinella, in provincia di Bologna.
CON LA PROTEZIONE CIVILE
Non appena arrivati, i volontari piemontesi sono stati incaricati di assistere gli abitanti di Budrio che hanno dovuto essere evacuati a causa degli allagamenti provocati dalla rottura di un argine e di svolgere attivitĆ di monitoraggio di una zona a rischio di Molinella. Il 20 maggio il contingente si ĆØ spostato a Russi, per usare le idrovore per svuotare un sottopasso ferroviario della frazione Godo e alcuni scantinati. Il 21 maggio ĆØ arrivata la conferma della necessitĆ di impiegare 2 camion con cassone scarrabile e 4 minipale per sgomberare dalla masserizie l’abitato di Solarolo. Il presidente della RegioneĀ Alberto CirioĀ e lāassessore alla Protezione civileĀ Marco Gabusi, in costante contatto con il presidente dellāEmilia Romagna Stefano Bonaccini, hanno espresso “la vicinanza del PiemonteĀ alla popolazione colpita da unāemergenza che purtroppo il territorio piemontese ha vissuto molte volte sulla propria pelle“.































