Stazione Internazionale TAV a Susa: Dezzani “La città sarà certamente la città del Traforo”

SUSA –  Sulla Stazione Internazionale TAV a Susa, dopo le dichiarazioni di TELT durante la riunione dell’Osservatorio la parola al segusino Livio Dezzani, urbanista e già Direttore Regionale per l’Urbanistica. Le parole dell’ingegner Bufalini hanno posto fine ad una discussione he, per qualche mese, ha tenuto banco in Valle.

Ingegnere, lei come tecnico è stupito di questo brusco finale? Direi proprio di no: si tratta di un finale che, sotto il profilo tecnico ed economico, era praticamente obbligato. Spieghi meglio. Una moderna stazione dell’Alta Velocità non è un edificio qualsiasi, che si accosta alla linea ferroviaria, quasi che ne fosse una decorazione. Al contrario, la Stazione deve sorgere in un “punto obbligato”, dove la linea ha bisogno di una fermata per motivi tecnici: e questo punto non può che essere Susa, immediatamente alle porte del nuovo traforo.

La Stazione Internazionale TAV a Susa per l’economia della Valle

La Stazione di Susa è quindi secondo molti è al posto giusto: ma servirà veramente per l’economia e lo sviluppo della Valle, soprattutto dal punto di vista turistico? Il turismo della Valle sta profondamente cambiando, soprattutto nel Comprensorio Olimpico dell’Ata Valle: è finita la stagione di un turismo basato su Torino e sulla ormai scomparsa egemonia della Fiat. Ormai gli attori economici del turismo sono internazionali e porteranno in alta Valle un turismo europeo. Come si muoverà questo turismo europeo? Il mezzo di trasporto preferito sarà certamente il treno ad alta velocità, rapido come l’aereo, considerando i tempi globali di viaggio, ed infinitamente più comodo. Ad esempio, solo il treno consente il trasporto delle proprie biciclette, strumento irrinunciabile per il nuovo turista estivo. La Stazione di Susa sarà quindi l’hub di alimentazione turistica per tutta l’Alta Valle e forse anche per il Brianzonese.

Fino a Susa, con il treno ad alta velocità: e da Susa in su? Anche in questo caso, si seguiranno i canoni classici del turismo di livello medio-alto: discesa dal terno in una stazione affascinante sotto il profilo architettonico, qualificati servizi di assistenza non appena a terra, quindi trasporto in autobus al proprio albergo. È quindi facile prevedere una forte crescita, nella Valle, dei servizi di trasporto ed assistenza al turismo. Susa sarà solo “la Stazione”, o avrà nuove occasioni di crescita civile ed urbana?  Susa sarà certamente “la città del Traforo”. Un ruolo di grande importanza e di sicura redditività, come Susa fu per secoli “la porta del Moncenisio”. Ma Susa ha le carte in regola, penso a Teatro e Museo, per essere il punto di riferimento culturale del complesso sistema economico e turistico che ruoterà attorno alla nuova Stazione ed al nuovo profilo internazionale del turismo, invernale ed estivo. Certo, Susa dovrà continuare il suo percorso vero la qualità urbana, commerciale, gastronomica e culturale. Ma la Nuova Stazione fornisce un’importante punto dipartenza.

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