Smartphone alla guida: il paradosso italiano tra regole e distrazione

ROMA – Nonostante l’86% degli italiani promuova a pieni voti le severe sanzioni del nuovo Codice della Strada, la realtĆ  al volante descrive un Paese a due velocitĆ . Secondo la quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida commissionata da Anas, soltanto il 42% degli automobilisti utilizza il cellulare in modo corretto tramite bluetooth o comandi vocali. Il restante campione si divide tra chi digita i numeri prima di attivare il vivavoce e chi, in modo ancora più temerario, guida tenendo lo smartphone direttamente in mano. Un dato allarmante che evidenzia una profonda discrepanza tra la consapevolezza teorica dei rischi e l’effettiva condotta quotidiana sulle nostre strade.

L’illusione del controllo e la sindrome del “guidatore perfetto”

L’indagine, condotta da Global Research incrociando 4mila interviste e 5mila osservazioni dirette, porta alla luce un curioso paradosso psicologico analizzato anche dalla SocietĆ  Italiana di Statistica. Gli italiani tendono ad assolversi: danno a se stessi un voto di 7,8 per il rispetto delle regole, ma bocciano gli altri conducenti con un misero 5. Questa “illusione del controllo” si amplifica soprattutto nei tragitti quotidiani e nei luoghi familiari, dove il 76,3% degli intervistati ammette di abbassare la soglia di attenzione, convinto che la routine casalinga sia sinonimo di sicurezza, laddove invece si annida il maggior tasso di incidentalitĆ .

Verso la Vision Zero: la sfida culturale per la sicurezza stradale

I dati dimostrano che aver vissuto un sinistro non sempre corregge i comportamenti errati; al contrario, le categorie più esposte al pericolo – come giovani e motociclisti – mostrano spesso una forte resistenza alle norme. Come sottolineato dai vertici Anas e monitorato in sinergia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per traguardare l’obiettivo europeo “Vision Zero” entro il 2050 non basta intervenire sulla tecnologia o sulle sanzioni. Diventa fondamentale investire in una formazione strutturale che trasformi la percezione individuale del rischio, poichĆ© la sicurezza collettiva dipende strettamente dalla responsabilitĆ  di chi siede al volante.

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