CINEMA – Il cinema é la cosa che più di tutte mi ha reso la persona che sono, dal romanzare la mia vita agli amici al farli ridere. Ogni fine giornata la racchiudo in poche scene e con una piccola colonna sonora, non per fare il “bohémien”, che nel 2026 sono fastidiosi e anacronistici, ma perché ciò che rappresenta il cinema per me é il Maximo. C’é ancora qualcosa da raccontare? Il tracollo del cinema, sicuramente ha inizio più di un decennio fà, partendo dal non pagare bravi sceneggiatori, ma sfruttando giovani usciti dalle scuole, arrivando ai servizi streaming fino alla estrema politicizzazione di qualunque contenuto. Tutto è politica e bla, bla, bla. Siamo d’accordo, ma la retorica di “Sinners” nell’anno passato non era essenziale.
Sinners: blues nel trailer, ma i mostri?
Non mi ero volutamente informato di cosa parlasse il film. Una veloce visione del primo trailer mi aveva tratto in inganno facendomi immaginare uno spaccato della Louisiana dalle venature thriller dove un gruppo di afroamericani avrebbero dovuto difendersi da un gruppo di “balordi”. Invece siamo in Mississippi negli anni 30. Bella l’ambientazione, bello il blues, bella la fotografia edulcorata e le sofferenze di un paio di fratelli gemelli gagliardi, interpretati entrambi dal bravo B.Jordan, ed infine il vodoo.

Uno spaccato sì, ma del film
La prima ora, con appunto la situazione americana di fine proibizionismo e la volontà di riscatto degli afroamericani, la lentezza del passare de tempo, con personaggi anche caricaturali portano a delineare ciò che non è cinema. Questa prima parte racconta chi e cosa sono i due gemelli, “l’arruolamento” di vecchi amici e non, per l’apertura del loro nuovo locale ed il riavvicinamento con “vecchie” compagne, fra cui una vodooista. Lo sviluppo di questa prima parte termina con un plot twist imbarazzante proprio all’inaugurazione del suddetto club, non per il contenuto ma per il suo sviluppo. Un attacco di vampiri nel saloon, spuntati dal nulla, non giustificati, mai citati nella prima ora del film e che chiaramente la nostra voodoista (o sciamana che dir si voglia) sà gestire alla perfezione grazie ad un armamentario alla Bram Stoker, paletti e aglio annessi.
L’assalto stà per l’appunto a sottolineare la retorica sul cattivo uomo bianco, perché il “Dracula” della situazione è un succhiasangue caucasico che corrompe, mordendo a mano a mano tutti gli afroamericani all’interno del locale. Un finale caciarone ne dà le esequie rendendolo una fallace imitazione dell’ottimo “Dal Tramonto all’alba” e concedendo una sorta di “riscatto” dei gemelli/afroamericani che sgominano un secondo assalto dell’uomo bianco, in questo caso non vampiresco. Questo per dirvi che 16 nomination all’oscar per un film scritto male e interpretato peggio, ci fà capire come noi il cinema non lo apprezziamo più e mangiamo tutto ed il contrario di tutto, accettando che film in sala in questo momento non vengano nemmeno menzionati dalla politica dell’Accademy degli Oscar (vedasi l’ottimo Norimberga, importante non per tematiche classiche ma per riscrittura di quel momento storico, ma ne parleremo). Boccio l’Accademy che sminuisce il cinema, quanto boccio il film e chi lo ha apprezzato.
































