Sette centri tra cui Avigliana e Sant’Ambrogio perdono lo status di “Comuni Montani”: ecco cosa cambia per fondi e servizi

VALSUSA – VALSANGONE – Il panorama istituzionale della Valsusa e della Valsangone si prepara a un cambiamento radicale a causa della nuova legge 131/2025, che ha ridefinito i criteri per la classificazione delle aree montane. A partire da settembre 2025, centri come Avigliana, Caselette, Villar Dora, Sant’Ambrogio di Torino, Reano, Trana e Sangano sono ufficialmente esclusi dall’elenco nazionale. Non si tratta di una semplice modifica formale: perdere lo status di “Comune Montano” significa rinunciare a fondi europei e nazionali, agevolazioni fiscali e deroghe normative cruciali per contrastare lo spopolamento. Il declassamento colpisce direttamente settori sensibili come la sanitĆ  territoriale, la scuola e i trasporti, privando queste realtĆ  di risorse fondamentali per mantenere servizi di prossimitĆ  che compensino lo svantaggio geografico rispetto alle grandi aree urbane.

Lo status di “Comuni Montani”

La riforma, voluta dal Ministro Calderoli, ha introdotto parametri tecnici rigidi basati su altimetria (media superiore ai 500 metri) e pendenza del terreno, riducendo drasticamente il numero di enti beneficiari a livello nazionale. Tuttavia, l’associazione ASMEL e molti amministratori locali contestano aspramente queste nuove regole, definendole distanti dalle reali necessitĆ  socio-economiche. Il paradosso evidenziato ĆØ che i nuovi criteri sembrano premiare i centri più ricchi e turistici, come Cortina o Courmayeur, penalizzando invece i comuni con reddito pro capite inferiore alla media nazionale. In Valsusa e Valsangone, l’esclusione di questi sette comuni rischia di aggravare le fragilitĆ  strutturali, favorendo la ricchezza a scapito della tutela dei territori che lottano quotidianamente contro il declino demografico e la riduzione dei servizi essenziali per il cittadino.

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