Sestriere: incredibile dietro front del governo. Non si scia sino al 5 marzo "Tutto è stato organizzato per permettere di riaprire in piena sicurezza"

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SESTRIERE – Il sindaco di Sestriere Gianni Poncet sulla mancata apertura degli impianti dice. “Solamente pochi giorni fa ci era stato confermato lo sblocco del divieto di aprire piste e impianti da sci ai turisti. Guardavamo al 15 febbraio e con gioia e “speranza”: avevamo comunicato ai turisti di essere pronti a riaprire le piste da sci a Sestriere e in Vialattea il prossimo 20 febbraio. Un’azione che ha coinvolto in totale 1600 ragazzini, senza registrare nessun caso di contagio. Un’esperienza utile per la ripartenza turistica, eravamo pronti: abbiamo organizzato in comune una riunione con giunta, comando carabinieri, comando Brigata Alpina Taurinense, comando vigili urbani, protezione civile, associazione carabinieri in congedo, sicurezza piste, direzione Sestrieres S.p.a, Consorzio turistico Vialattea”.

UNA VERGOGNA

“Tutto è stato organizzato per permettere di riaprire in piena sicurezza seguendo le linee guida stabilite dalla conferenza delle Regioni ed il Comitato Tecnico Scientifico. Questo nuovo divieto del governo ci è piombato addosso, dall’alba al tramonto, a meno di 24 ore dalla paventata ripresa dello sci alpino a livello nazionale. È un chiaro segnale di disinteresse e maltrattamento della montagna, delle persone e delle famiglie che ci vivono, ci lavorano, e dell’intera filiera del sistema turistico invernale che da sempre ha come colonna portante lo sci alpino. La montagna invernale è ferma da marzo 2020. Tra poco sarà un anno di paralisi della principale fonte di economia e di sostentamento per decine di migliaia di famiglie. Gli unici ristori che sono arrivati, al momento, sono quelli erogati dalle casse del Comune di Sestriere secondo un piano concreto, deliberato”.

A SESTRIERE

“Non abbiamo mai sottovalutato l’emergenza sanitaria, ci siamo sempre attivati per arginare e tenere sotto controllo l’epidemia: grazie alla collaborazione di tutta la nostra cittadinanza abbiamo sempre tenuti alti gli standard di prevenzione. Nel frattempo vediamo in grandi città centri commerciali presi d’assalto, assembramenti per vie e piazze. E davanti a tutto questo dobbiamo sentirci dire che andare a sciare è pericoloso? Una cosa è certa a questo punto non si deve parlare solo di ristori da parte del governo ma anche di una congrua richiesta di danni causati da una scellerata e totale disattenzione nei confronti di chi vive e lavora in montagna. Gente che da sempre è abituata a rimboccarsi le maniche lavorando in silenzio e che adesso non è più intenzionata a subire atteggiamenti e azioni di boicottaggio”.

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