Sant'Antonino: la squadra AIB ha partecipato a un incontro sulla sindrome da burnout La sindrome è comunemente associata alle professioni sanitarie e assistenziali

SANT’ANTONINO – Nei giorni scorsi i volontari della squadra A.I.B. di Sant’Antonino di Susa, con i colleghi di Bussoleno hanno partecipato a una serata sulla sindrome da burnout.

Il burnout, parola di origine anglosassone che letteralmente significa esaurimento, crollo o surriscaldamento, dà chiaramente l’idea di ciò di cui si sta parlando, ovvero una condizione di stress. Stress inserito in un contesto lavorativo e, o derivante da esso, che determina un logorio psicofisico ed emotivo, con vissuti di demotivazione, di delusione e disinteresse con concrete conseguenze nella realtà lavorativa, personale e sociale dell’individuo.

La sindrome del burnout venne comunemente associata alle professioni sanitarie e assistenziali, per poi essere riconosciuta come associata a qualsiasi contesto lavorativo con alte condizioni stressanti e pressanti come ad esempio posizioni di grande responsabilità lavorativa.

Durante la serata si è discusso sulla necessità del leader di tenere unito il gruppo e saper riconoscere i segni premonitori per la troppa esposizione al lavoro in emergenza, con vittime, situazioni di disagio accentuato, ma senza possibilità di interventi risolutivi. L’esempio del Tacoma Bridge crollato nel 1940 per le oscillazioni causate dal vento è l’esempio da cui si è partiti, in un significativo parallelismo col Volontario che va in burnout, superando il punto di non ritorno.

Il Volontario in genere ha una forte autostima, ma questo non sempre è un fattore positivo, in quanto si crea uno squilibrio tra risorse disponibili e richieste sia interne che esterne.