Lettera al Comune di Sant’Antonino: “Rispetto al Duce siete dei pigmei”

S.ANTONINO – Il Comune di Sant’Antonino anche quest’anno ha realizzato alcune iniziative per la Giornata della Memoria. Mercoledì 29 gennaio presso la palestra scolastica di via Abegg la dirigente scolastica Margherita Rescigno ha presentato un incontro. Questo in collaborazione con l’Unitre ed alla presenza delle classi seconde e terze. Ha focalizzato l’attenzione sul significato profondo della celebrazione. Ricordando che, anche in Italia, fossero presenti dei campi di concentramento come, quello ad esempio, della Risiera di San Sabba, posto all’interno della Città di Trieste e, pertanto, molto visibile. Il sindaco Susanna Preacco, accompagnata dal consigliere delegato alle Politiche Educative Armando Davì, ha compiuto un piccolo excursus storico degli avvenimento. Il primo cittadino ha portato l’attenzione sul pericolo che quanto è successo, anche se in forme diverse, possa accadere di nuovo.

LETTERA ANONIMA

Ha ricordato che Sant’Antonino ha compiuto due atti importanti. Il primo dare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, deportata all’età di 13 anni ad Auschwitz e sopravvissuta all’Olocausto. Il secondo revocare quella data a Benito Mussolini, capo del Governo dal 1922 al 1943 per 7.572 giorni. Questo perché non possono coesistere nello stesso Albo chi ha emanato le leggi razziali e chi quelle legge le ha subite con la privazione della libertà e con gli orrori che la Shoah ha provocato. Il Sindaco ha anche comunicato che proprio quella mattina ha ricevuto una lettera anonima in cui il Comune veniva accusato di aver revocato la cittadinanza a Mussolini. Definendo gli amministratori dei “pigmei” rispetto al Duce. La Preacco ha quindi colto l’occasione per ribadire che Sant’Antonino è un comune antifascista ed orgoglioso di esserlo.

Sant'Antonino Giornata della Memoria
Sant’Antonino Giornata della Memoria

GLI INCONTRI

E’ seguita l’ultima parte dell’incontro, molto coinvolgente, in cui vi sono stati gli interventi di Letizia Fobini e Paola Castello i cui genitori e nonni. Mettendo in grave pericolo la propria vita, hanno dato rifugio a due famiglie ebree. In particolare la famiglia Burdino-Castello ha dato ospitalità segreta sopra la trattoria dove i tedeschi abitualmente mangiavano. Nel cui cortile vi erano i loro cavalli e davanti al Comando Tedesco, situato nei locali della scuola primaria. Hanno portato la loro testimonianza con semplicità ed emozione. Dando un esempio vero e significativo di cosa voglia dire solidarietà, soprattutto in tempi così difficili. Le manifestazioni termineranno martedì 4 febbraio. Quando vi sarà l’incontro con la professoressa Maria Teresa Milano, esperta di Cultura Ebraica, a cui sono invitati i cittadini.

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