S.ANTONINO – In questo particolare 25 Aprile di Sant’Antonino è significativo il messaggio del vostro sindaco Susanna Preacco. Una lettera che lascia il segno in questo periodo di emergenza Coronavirus. “Ammiro chi resiste. Chi ha fatto del verbo resistere carne, sudore, sangue, e ha dimostrato, senza grandi gesti, che è possibile vivere, e vivere in piedi. Anche nei momenti peggiori. Queste parole stanno in uno dei più bei romanzi di Luis Sepúlveda. Scomparso qualche giorno fa, vittima della pandemia che sta devastando le nostre vite e spegnendo quelle di molti italiani. Parole che evocano le scelte di chi, alla fine dell’estate di settantasette anni fa. Decise fra il bene e il male, fra la libertà e la tirannia. Poco meno di due anni dopo, il 25 aprile del 1945 il male veniva sconfitto. Ricordare, a distanza di settantacinque anni, quel momento, atto fondativo della Repubblica, significa riaffermare ancora una volta la forza e il valore della democrazia e il significato epocale di quel giorno”.
LA LIBERAZIONE
“La Liberazione non è stata, banalmente, la fine di una guerra civile. Ma la chiusura del periodo più buio della storia italiana e l’inizio di un percorso nuovo che ha portato alla fondazione di uno Stato democratico. E alla scrittura di quel documento fondamentale per la nostra convivenza civile che è la Costituzione. Certo, non sono mancate, in questi tre quarti di secolo, le incertezze, le insidie per la stabilità della vita democratica del nostro Paese. Ma il sistema ha retto all’urto di chi voleva inquinarlo o distruggerlo. Il futuro nasce dalla Storia, che dovrebbe essere maestra di vita. Non tutti sono però disposti a imparare. Penso a coloro che insistono nel contestare le celebrazioni per l’anniversario della Liberazione. Pensano agli uomini e alle donne che salirono in montagna come a dei banditi. A traditori della Patria. Oggi qualcuno sostiene che dovremmo ricordare tutti i morti di quella tragica e gloriosa parentesi rappresentata dalla Resistenza, aggiungendo pure quelli deceduti a causa della pandemia”.
AL GIUSTIZIA
“Certo, i morti sono tutti uguali. Peccato, per i detrattori della Resistenza, che uguale non è stata la loro vita. Quella di Duccio Galimberti, comandante partigiano, seviziato e ucciso dai fascisti perché difendeva il diritto alla libertà. E’ profondamente diversa da quella di Alessandro Pavolini, segretario del Partito Fascista. Giustiziato dai partigiani perché quello stesso diritto alla libertà ha negato. Insomma all’uguaglianza della morte, corrisponde la disuguaglianza della vita. Un partigiano, diventato dopo la guerra uno storico di rango, ha scritto della moralità della Resistenza. A dire che la scelta di chi si oppose all’occupazione nazista e alla dittatura fascista è stata, quasi sempre, ispirata da valori, motivazioni, speranze che avevano l’obiettivo di ridare un senso al futuro dell’Italia. Libertà, convivenza, rispetto, tolleranza, solidarietà, in una parola la democrazia. Ecco il discrimine fra il bene e il male”.
NEL MONDO
Chiude il suo pensiero del 25 Aprile il sindaco di Sant’Antonino. “Nel mondo, in particolare in Europa, assistiamo sgomenti alla crisi della democrazia. Alla disponibilità da parte di molti cittadini a rinunciare a spazi di libertà, al venir meno dei fondamenti della convivenza. All’odio per il diverso, che poi tale non è, e alla disponibilità ad affidare le sorti delle nazioni a qualche uomo della provvidenza. Ciò vuol dire, purtroppo, che la democrazia non è una condizione acquisita per sempre, ma un patto fra cittadini che deve essere rinnovato ogni giorno, come ha scritto un filosofo, più di un secolo fa, a proposito delle nazioni. Un impegno del quale ognuno di noi deve farsi carico, così come fecero alcuni uomini e donne negli anni oscuri della dittatura. Un impegno morale come quello di Eusebio Giambone, fucilato dai fascisti al Martinetto insieme agli esponenti del Cln piemontese di cui faceva parte, ribadito nella lettera scritta alla figlia prima di essere trascinato davanti al plotone di esecuzione. ‘Per me la vita è finita, per te incomincia, la vita vale la pena di essere vissuta quando si ha un ideale, quando si vive onestamente, quando si ha l’ambizione di essere non solo utili a se stessi ma a tutta l’umanità’”.
RESTA AGGIORNATO SU TUTTE LE NOSTRE NOTIZIE! COME?
Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia!

































