SANT’AMBROGIO – Domenica 18 gennaio, la comunità di Sant’Ambrogio di Torino si riunirà per celebrare la festa della traslazione delle reliquie di San Giovanni Vincenzo, una ricorrenza vissuta come una vera e propria seconda festa patronale. L’evento di quest’anno sarà impreziosito dalla partecipazione del Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, la cui presenza è attesa con grande gioia dal parroco don Romeo Zuppa, dalle autorità e dalle associazioni locali. Protagonista indiscussa della giornata sarà la millenaria Società Abbadia: la confraternita sfilerà al gran completo guidata dall’Abbà Giordana Italo, includendo per la prima volta ufficialmente anche le donne tra le proprie fila con alabarde e bandiere. Il cuore della celebrazione sarà la Santa Messa, seguita dalla tradizionale processione verso il pilone del Santo, situato all’inizio della mulattiera che conduce alla Sacra di San Michele, dove verrà rievocato il solenne arrivo delle spoglie del Patrono.
La festa della traslazione di San Giovanni Vincenzo con l’Arcivescovo di Torino e la Società Abbadia
Il culto di San Giovanni Vincenzo affonda le radici in una storia secolare, testimoniata dal prezioso reliquiario in bronzo e ottone dorato donato dal Comune nel 1836. Nonostante le antiche dispute cronologiche con la vicina comunità di Celle riguardo alle date del dies natalis e della traslazione, Sant’Ambrogio mantiene salda la propria tradizione legata a gennaio. Studi storiografici citati dalla Società Abbadia suggeriscono che la scelta delle date festive fosse legata alla solennità della domenica nella spiritualità cristiana medievale. Al di là delle controversie accademiche sulla datazione esatta — tra il 12 gennaio e il 21 novembre — la devozione popolare resta l’elemento centrale che unisce la Valle di Susa. La giornata di festa si concluderà con il tradizionale convito dei soci dell’Abbadia, suggellando un momento di profonda identità religiosa e culturale che continua a rinnovarsi, promuovendo il senso di appartenenza e la conservazione di un patrimonio storico unico nel suo genere.



































