Responsabilità controlli locali: il monito Uncem ai Prefetti

PIEMONTE – Il tema della sicurezza nei locali pubblici è tornato al centro del dibattito istituzionale a seguito delle recenti circolari prefettizie inviate ai Comuni. Le direttive, nate per prevenire tragedie legate all’uso di fiamme libere e al rischio incendi, richiamano le note del Viminale e dei Vigili del Fuoco. Tuttavia, l’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) ha espresso forte preoccupazione per il rischio di un eccessivo accentramento di responsabilità in capo ai primi cittadini. Secondo il Presidente nazionale Marco Bussone e il Presidente piemontese Roberto Colombero, richiedere ai Comuni di mappare e aggiornare costantemente le criticità dei locali privati rappresenta un’incombenza insostenibile, specialmente per le piccole realtà montane. Il rischio concreto è che si scarichino sui Sindaci responsabilità giuridiche e amministrative improprie, che esulano dalle reali possibilità d’intervento degli uffici locali.

Sicurezza pubblica: non sovraccaricare i Sindaci di oneri impropri

La gestione della pubblica sicurezza e i controlli tecnici devono restare in capo ai soggetti competenti, come i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine, senza generare nuovi oneri burocratici per gli enti locali. Molti piccoli Comuni, infatti, non dispongono di un corpo di Polizia locale né di Commissioni permanenti per il pubblico spettacolo. L’Uncem sottolinea come delegare la vigilanza capillare ai Sindaci di province come Cuneo, Belluno o Crotone sia irrealistico e potenzialmente controproducente in sede legale. Pur avendo promosso ordinanze tipo per vietare fiamme libere nei locali, l’associazione chiede alle Prefetture maggiore accortezza: la sicurezza dei cittadini si garantisce attraverso la cooperazione tra organi dello Stato, non trasformando i Sindaci in terminali di ogni criticità territoriale che non hanno i mezzi per gestire.

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