Recuperare i nomi storici di borgate, sentieri e località tramandati dalla memoria delle comunità locali e mettere a disposizione di enti pubblici, professionisti e cittadini strumenti sempre più avanzati per conoscere, gestire e pianificare il territorio sono gli obiettivi delle nuove iniziative avviate per rafforzare l’Infrastruttura Geografica Regionale (IGR), il sistema che raccoglie, organizza e rende accessibili dati, cartografie e servizi territoriali e ambientali (https://igr.piemonte.it/).
Tra le novità più significative figura il progetto regionale “Toponomastica locale”, nato dall’esperienza pilota realizzata a Montechiaro d’Acqui in collaborazione con la sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini. Il modello sperimentato sarà ora messo a disposizione degli enti locali piemontesi che vorranno aderire al progetto.
«Ogni territorio racconta la propria storia anche attraverso i nomi – dichiara l’assessore regionale alla Programmazione territoriale Marco Gallo – Recuperare la toponomastica tradizionale preserva la memoria delle comunità e valorizza un patrimonio di conoscenze: è un lavoro che unisce innovazione, identità e partecipazione dei territori, contribuendo a rafforzare il legame tra le persone e i luoghi in cui vivono».
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo dell’Infrastruttura Geografica Regionale, piattaforma mediante cui la Regione mette a disposizione informazioni e servizi utili alla pianificazione territoriale, alla tutela ambientale e alle attività amministrative: un patrimonio digitale che rappresenta oggi uno strumento strategico per supportare le decisioni pubbliche e migliorare la conoscenza del territorio. Nel portale sono già disponibili servizi specialistici come la Fototeca regionale, che conserva e rende consultabile il patrimonio storico delle immagini del territorio piemontese, e i sistemi di telerilevamento, sempre più utilizzati per il monitoraggio ambientale, la prevenzione dei rischi naturali e l’analisi delle trasformazioni del paesaggio.
«Governare il territorio richiede innanzitutto di conoscerlo – prosegue Gallo – Dati affidabili, aggiornati e condivisi rappresentano oggi una risorsa strategica per le amministrazioni pubbliche, per i professionisti e per tutti coloro che operano sul territorio. Per questo continuiamo a investire in strumenti che rendano le informazioni sempre più accessibili, interoperabili e utili ai processi decisionali».
Tra i prossimi passaggi è prevista l’approvazione delle nuove Linee guida regionali per la produzione, la gestione e la pubblicazione dei dati geografici, con l’obiettivo di uniformare standard e procedure, migliorare la qualità delle informazioni e favorire la condivisione dei dati tra enti e amministrazioni. Un percorso che si fonda sulla collaborazione già avviata con i territori: a fine 2023 sono stati infatti sottoscritti gli accordi con sei Province piemontesi (Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola).
Un ulteriore tassello riguarda la Banca Dati del Riuso, che sarà progressivamente resa disponibile ai Comuni: lo strumento consentirà agli enti locali di condividere e riutilizzare dati e soluzioni già sviluppate, riducendo costi, tempi e duplicazioni e accelerando i processi di digitalizzazione della pubblica amministrazione.































