Quante sono le fontane e i lavatoi a Novalesa? Un viaggio fotografico nel paese in Val Cenischia di ALESSANDRO ROCCIA

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NOVALESA – Quante sono le fontane e i lavatoi a Novalesa? L’acqua è risorsa di vita: da sempre l’uomo ha cercato soluzioni per raccoglierla, conservarla e portarla attraverso canali, cisterne, acquedotti e fontane. L’importanza delle fontane è dovuta al fatto che esse rappresentano un patrimonio storico e culturale di grande valore artistico. Anticamente quando le case non erano ancora collegate agli acquedotti, i cittadini attingevano l’acqua per uso domestico direttamente dalle fontane e per i loro animali dagli abbeveratoi. Erano le donne quelle che avevano il compito di portare a casa l’acqua necessaria e per questa ragione erano spesso soprannominate le “portatrici di acqua”. Quante sono le fontane e i lavatoi della cittadina in Val Cenischia?

LE FONTANE

Nei centri storici, come a Novalesa, non solo gli edifici, ma anche la pavimentazione con i vari manufatti d’arredo urbano, quali fontane, lavatoi, panchine, muri di cinta, rappresentano la base visibile dello spazio esterno, la stratificazione degli elementi e la modificazione dei costumi di vita nel tempo. In particolare, le fontane, non erano solo un mezzo per l’approvvigionamento pubblico dell’acqua, ma anche ornamento, oltre che luogo d’incontro. Tali manufatti hanno avuto un notevole sviluppo in epoca romana, sia per scopi ornamentali che di pubblica utilità, o durante il Medioevo, dove hanno dato lustro a strade e piazze; fu proprio in questo periodo che vennero introdotte le torrette gotiche piramidali, la ricca ornamentazione figurata, nonché altri elementi decorativi.

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