Processionarie del pino: un problema in crescita nell’alta Valsusa

VALSUSA L’alta Valsusa è alle prese con una crescente infestazione delle processionarie del pino (Thaumetopoea pityocampa), un lepidottero che da anni sta causando danni alle pinete della zona. Negli ultimi dieci anni, l’area infestata dalla processionaria è aumentata in modo significativo, arrivando a interessare anche le zone di Bardonecchia e Cesana Torinese, e raggiungendo una quota sempre maggiore nei versanti esposti a sud. Attualmente, si stima che circa un migliaio di ettari di pineta siano colpiti da questa infestazione. Nonostante l’aumento dell’area infestata, il Consorzio Forestale Alta Valle Susa, responsabile della gestione dei boschi comunali, ha rilevato che l’infestazione di processionaria non sta causando danni tali da compromettere la sopravvivenza delle piante.

Il problema della crescita delle processionarie nell’alta Valsusa

Tuttavia, il Consorzio continua a monitorare attentamente l’evolversi della situazione, collaborando con altri enti italiani ed europei per individuare le risposte più adeguate. Le strategie di lotta alla processionaria sono molteplici, si va dalla raccolta manuale dei nidi e dalla cattura delle larve, fino alla cattura delle farfalle adulte con trappole a ferormoni e alla dispersione di Bacillus thuringiensis tramite elicottero. Tuttavia, questi metodi sono efficaci solo se attuati su vasta scala, considerando che ogni farfalla femmina può deporre centinaia di uova. Ciò comporta costi elevati, stimati tra i 700 e i 1000 euro per ettaro all’anno, per un totale di 700 mila ad un milione di euro per l’intera area colpita. Il Consorzio Forestale Alta Valle Susa, insieme ai Comuni, alle Unioni Montane e agli enti di gestione delle aree protette, è impegnato a mantenere alta l’attenzione su questa problematica e a valutare ogni possibile modalità di finanziamento per attuare le strategie di lotta più efficaci.

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