Piemonte: probabilmente Natale senza cene, tavolate e piste da sci Le regole per scongiurare la terza ondata della pandemia a gennaio

ROMA – Pugno duro  in arrivo dal Governo per ridurre i contatti, evitare gli spostamenti non strettamente necessari e festeggiare il natale con un ristretto numero di persone. Il provvedimento di Palazzo Chigi per scongiurare la terza ondata della pandemia parla di vacanze natalizie senza veglioni e tavolate. E con le piste da sci chiuse. Dall’alta Valsusa e in tutto il Piemonte la speranza è però aprire gli impianti entro fine anno. Tra le ipotesi del governo funivie al 50%, skipass limitati e mascherine. Se così non fosse sarebbe, per le stazioni da sci, una calamità a tutti gli effetti.

SENZA SCI E’ CATASTROFE

L’appello al buon senso sul Piemonte è stato lanciato anche da Uncem. “La stagione invernale deve iniziare. Le Regioni, con gli impiantisti e le loro organizzazioni, con gli Enti locali stanno facendo il massimo. Per definire regole chiare per la riapertura. Code da gestire e contingentare, riduzione del numero di persone nelle telecabine, organizzazione e distanziamento per annullare il rischio di contagi. Tre punti fermi, già chiari a tutti i proprietari e i gestori degli impianti, condivisi. Azzerare il rischio, primo imperativo. Rischio che di certo non vi è in pista, sugli sci o sulle ciaspole, sugli snowboard. Chi sta in queste ore dicendo che la montagna può portare contagio sbaglia di grosso. Come quelli che dicono ‘prima le scuole dello sci’ ovvero ‘prima i negozi‘.

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