TORINO – La giornata dell’8 luglio 2026 verrĆ ricordata a lungo negli annali meteorologici del Piemonte. Un potente promontorio anticiclonico di matrice subtropicale, posizionato tra Francia e Spagna, ha investito in pieno la regione. Il risultato? Un’ondata di calore senza precedenti che ha polverizzato numerosi primati di temperatura massima mensile e, in alcune stazioni, persino i record assoluti da inizio rilevazioni. Per monitorare l’evoluzione di queste anomalie a livello globale, gli esperti fanno spesso riferimento ai dati storici del Copernicus Climate Change Service.
La trappola del Foehn: pianure e vallate a 39°C
A rendere la situazione eccezionale non ĆØ stata solo la massa d’aria calda sahariana, ma un micidiale effetto compressione. La differenza di pressione tra i due versanti alpini ha infatti attivato il vento di Foehn. Scendendo verso le pianure di Alessandrino, Astigiano, Cuneese e Torinese, l’aria si ĆØ ulteriormente surriscaldata. La colonnina di mercurio ĆØ cosƬ schizzata tra i 37°C e i 39°C, infiammando anche i fondovalle della Valsusa e dell’Ossola, in un contesto di forte stress termico.
Torino centro nella storia: superati i livelli di guardia
Il dato più clamoroso arriva da Torino centro, dove si ĆØ toccata la sbalorditiva cifra di +39°C: un valore totalmente fuori scala per l’inizio di luglio. Questo picco conferma i trend analizzati nei report della SocietĆ Meteorologica Italiana, che da anni studia l’estremizzazione dei fenomeni nella regione. CittĆ e province si interrogano ora su un clima che cambia sempre più rapidamente, trasformando l’eccezione nella nuova e preoccupante normalitĆ estiva.































