TORINO – La lotta alla Peste Suina Africana (PSA) in Piemonte segna un punto di svolta positivo, diventando un esempio di gestione per l’intera Unione Europea. Durante l’ultimo incontro a Torino tra il Commissario straordinario Giovanni Filippini e l’assessore regionale Paolo Bongioanni, è emersa l’efficacia di una strategia basata sul coordinamento tra sanità, mondo venatorio e monitoraggio epidemiologico. Grazie ad azioni mirate di depopolamento dei cinghiali — con oltre 26.000 capi eradicati nel 2025 e un obiettivo di 41.000 per il 2026 — il Piemonte è riuscito a creare una vera “barriera biologica“. Questo modello di successo, che ha permesso di salvaguardare i distretti suinicoli di Cuneo e Chieri, sarà presentato ufficialmente a Bruxelles a fine marzo come best practice per la Commissione Europea.
Biosicurezza e nuovi fondi: la strategia per eradicare la PSA nel 2026
Nonostante il cluster del Nord Ovest sia in via di risoluzione, la Regione Piemonte non abbassa la guardia e punta tutto sulla biosicurezza negli allevamenti. L’assessore Bongioanni ha annunciato il potenziamento dei bandi per la suinicoltura, con risorse che passano da 3 a 9 milioni di euro per finanziare recinzioni, strutture di contenimento e ammodernamento delle stalle. La nuova fase dell’emergenza prevede il passaggio da ordinanze generaliste a misure “micro-calibrate” sul territorio, con l’uso intensivo di trappole a gabbia e il mantenimento delle barriere autostradali. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’attuale fase di contenimento in una eradicazione definitiva, proteggendo una filiera agroalimentare che rappresenta un pilastro dell’economia piemontese.



































