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Giaveno: sotto la lapide del comandate Campana ricordati i partigiani della Valsangone Ricorre quest’anno il 75° anniversario dell'uccisione dei partigiani

Partigiani Giaveno Valsangone(foto ANPI Giaveno)

GIAVENO – Si è svolta oggi la commemorazione dei partigiani della Valsangone caduti nel 1944. Ricorre quest’anno  il 75° anniversario dei partigiani uccisi il 17 agosto del 1944. Trovarono la morte per mano nemica: Felice Cordero Marchese di Pamparato detto “Il Campana”, Giorgio Baraldi, Vitale Cordin e Giovanni Vigna. Sempre il 17 agosto del 1944 a Borgata Ciom, nella Valle del Romarolo veniva ucciso Mario Barone Governator, vittima civile della Resistenza. L’Amministrazione Comunale e l’A.N.P.I. Giaveno Val Sangone hanno organizzato una significativa commemorazione. Presenti alcuni reduci partigiani che  presso la lapide di viale Regina Elena hanno ricordati i valori della libertà e dell’uguaglianza.

Giaveno Partigiani Valsangone

FELICE CORDERO DI PAMPARATO

Tra i partigiani di Giaveno, in Valsangone, c’era appunto Felice Cordero di Pamparato. Nato a Torino nel 1919 fu ucciso a Giaveno nel 1944. E’ stato un partigiano italiano e morì impiccato dai fascisti con tre suoi compagni. Nato da una una delle più antiche famiglie del Piemonte studiò nel Reale Collegio Carlo Alberto di Moncalieri. Quindi si formò nel 120º Corso della Regia Accademia d’Artiglieria di Torino. Fu quindi destinato al 9º Reggimento artiglieria “Brennero” e conseguì la promozione a tenente nell’agosto 1942. Continuando il percorso formativo presso la Regia Scuola d’Applicazione.

Dunque combatté in Sicilia fino all’occupazione dell’isola meritandosi una proposta di medaglia d’argento. Alla dichiarazione dell’armistizio si trovava a La Spezia. Mise al sicuro la bandiera del Reggimento e raggiunse la famiglia a Coazze. All’inizio del 1944 si unì alla Resistenza dei primi partigiani della Val Sangone. Quindi prese il nome di battaglia “Campana”. Divenne poco dopo comandante di una brigata partigiana. Catturato il 7 agosto dai fascisti, fu impiccato con altri tre compagni ad un comune balcone, nella zona centrale di Giaveno.